dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

L’occhio pigro: sintomi, cause e cura

Spesso per i genitori è difficile capire se il proprio bambino ha l'occhio pigro: ecco come riconoscerlo e come curarlo con un buon oculista.
occhio pigro milano

L’occhio pigro, o ambliopia, è una condizione in cui si verifica una forte riduzione della capacità visiva di uno o entrambi gli occhi.

L’occhio pigro è un fenomeno tipico dell’età infantile in cui si verificano alterazioni della stimolazione visiva che non permettono quindi un corretto sviluppo del sistema visivo.

Se gli occhi percepiscono due immagini differenti, il cervello inizia a prendere come riferimento le immagini acquisite dell’occhio dominante, ignorando sempre più le informazioni date da quello più debole.

Spesso i genitori non riconoscono l’occhio pigro, soprattutto se non è accompagnato da strabismo

La sua cura è condizionata dal periodo in cui viene diagnosticata e dall’età del paziente al momento del trattamento, mostrando percentuali di successo maggiori nei primi 6 anni di vita.

L’occhio pigro

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L’occhio pigro, o meglio ambliopia, è una condizione che si verifica nell’età dello sviluppo in cui il cervello non riceve la giusta stimolazione visiva da uno o entrambi gli occhi.

Spesso, infatti, questa condizione si viene a creare nei casi in cui:

  • nel bambino sia presente un difetto notevole di rifrazione ad uno o entrambi gli occhi;
  • ci sia un impedimento meccanico alla visione, ovvero patologie come cataratta congenita;
  • sia presente uno strabismo (al contempo causa e conseguenza).

Spesso i genitori non riconoscono questa condizione, soprattutto se non è accompagnata da strabismo, proprio in virtù del fatto che il bambino non riesce a comunicare la propria condizione in maniera accurata.

I sintomi dell’occhio pigro

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L’ambliopia può portare a strabismo, ma può essere allo stesso tempo la causa.

Ad ogni modo, alcuni comportamenti del bambino possono suggerire la presenza di occhio pigro, come:

  • tendenza ad avvicinarsi eccessivamente alla TV;
  • occhi stanchi;
  • continuo sfregamento degli occhi;
  • difficoltà nella lettura e nell’apprendimento;
  • difficoltà di coordinazione occhio-mano.

Nei casi in cui il bambino sia in grado di comunicare la propria condizione, generalmente si riscontrano questi sintomi:

  • difficoltà nella percezione della profondità;
  • nistagmo (movimento involontario dell’occhio);
  • percezione alterata della luce;
  • visione doppia o offuscata;
  • mal di testa frequenti.

Visto che il bambino fatica a comunicare l’incapacità visiva di un solo occhio, è bene, come anticipato prima, attenersi al calendario per il controllo della vista fornito dall’AIERV.

Le cause

strabismo bambini

Una delle cause e allo stesso tempo conseguenze dell’occhio pigro è lo strabismo.

Questa condizione, infatti, trasmette al cervello due immagini differenti; per permettere di vedere, quella proveniente dall’occhio più debole viene progressivamente ignorata.

In maniera simile, la differenza notevole di diottrie tra i due occhi può portare il bambino a sviluppare ambliopia, per cui anche i difetti visivi come:

richiedono controlli seriati per verificarne la progressione.

Un’altra causa, anche se più rara, è la cataratta congenita, in cui si presenta un’ostruzione visiva: il trattamento, in questo caso, sarà diverso, in quanto può essere necessario l’intervento chirurgico.

Le conseguenze

Quando l’occhio pigro non viene trattato, questo può avere conseguenze anche importanti come:

  • la diminuzione permanente del visus;
  • difficoltà nell’apprendimento.

Il processo di allineamento delle immagini, infatti, si sviluppa principalmente entro i primi 3 anni di vita, perfezionandosi costantemente fino agli 8: se il cervello non riesce a elaborare correttamente le informazioni dagli occhi in questa fase, tenderà a prendere in considerazione solo le informazioni dell’occhio dominante.

La visita oculistica per i bambini

Il primo esame che viene effettuato alla nascita è il test del riflesso rosso.

Effettuato con l’ausilio di un collirio per la dilatazione, permette di visualizzare il fondo oculare con precisione: con l’utilizzo dell’oftalmoscopio, si proietta una luce nell’occhio, che restituirà un riflesso rosso in assenza di patologie.

Quando la luce non restituisce niente o un riflesso biancastro, possono essere presenti delle patologie, come appunto la cataratta congenita, che richiedono ulteriori accertamenti.

Una volta che il bambino sarà più autonomo e in grado di collaborare, la visita oculistica pediatrica verrà arricchita da diversi esami:

  • della vista;
  • per gli strabismi latenti e per la motilità oculare;
  • in cicloplegia;
  • del segmento anteriore e del fondo oculare.

Per questo motivo è molto importante seguire il calendario consigliato dall’Associazione Internazionale per la Riabilitazione Visiva dell’Infanzia (AIERV) per il controllo della vista del bambino:

  • a 6 mesi dalla nascita;
  • dopo il primo anno di vita;
  • a 3 anni, prima dell’ingresso alla scuola materna;
  • a 6 anni, prima dell’ingresso alle scuole elementari.

L’esame della vista, come per gli adulti, prevede l’utilizzo della tavola ottotipica, ma semplificata in base all’età del bambino.

visita oculistica bambini

Si potrà utilizzare “l’ottotipo di Pesando”, in cui le lettere vengono sostituite da delle immagini riconoscibili dai bambini, oppure “l’ottotipo con le E di Albini”, in cui verrà richiesto di riconoscere il verso della lettera in questione.

Si utilizza principalmente per la diagnosi di miopia, ipermetropia ed astigmatismo.

Per l’individuazione di un eventuale strabismo, si fa ricorso a due test:

  • il cover test;
  • il test di Lang.

Entrambi puntano a far guardare il bambino in una direzione specifica per individuare il disallineamento. 

Il test di Lang, inoltre, è molto utile per l’individuazione delle forme subdole, in quanto vengono fatte osservare delle figure su una tavola con sfondo pieno di puntini.

Se il bambino non riesce a trovare le immagini non avrà stereopsi, ovvero la percezione tridimensionale.

La cicloplegia viene indotta attraverso l’uso di colliri, come il ciclopentolato, per permettere lo studio più approfondito dell’occhio del bambino: è la parte dell’esame più fastidiosa per quest’ultimo, ma anche molto importante per una valutazione delle diverse strutture oculari.

In questo esame si procede con la valutazione di tutte le strutture oculari, partendo dal segmento anteriore, fino alla retina.

Verranno valutati nel dettaglio:

  • le palpebre;
  • la congiuntiva;
  • la sclera;
  • la cornea;
  • l’iride;
  • il forame pupillare;
  • il cristallino;
  • la macula;
  • Il nervo ottico.

In alcuni casi può essere effettuata la retinografia, nei pazienti più collaborativi e più grandi.

La cura dell’occhio pigro

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Per curare l’occhio pigro è necessario obbligarlo a svolgere la sua funzione, sospendendo temporaneamente l’utilizzo dell’occhio dominante.

Allo stesso tempo sarà necessario correggere il difetto visivo con occhiali per permettere una visione ottimale ad entrambi gli occhi.

I risultati nella maggior parte dei casi sono ottimali e vengono ottenuti correggendo tutti i difetti visivi attraverso gli occhiali e posizionando sull’occhio migliore una benda, così da abituare nuovamente l’occhio ambliope a mettere a fuoco le immagini in modo corretto.

Questi trattamenti sono necessari principalmente nel periodo plastico (fino a 6-8 anni), in cui il sistema visivo del bambino è in grado di reagire in modo ottimale.

Più il bambino diventa grande e meno il suo sistema visivo sarà in grado di reagire ai trattamenti proposti.

Visto che il bambino può trovare scomodo l’utilizzo della benda, i genitori dovranno convincerlo dei suoi benefici, evitando in ogni modo di fargliela togliere: l’interruzione della terapia, infatti, può portare a danni importanti e permanenti della vista.

Il trattamento è nella maggior parte dei casi efficace, ma può durare alcuni mesi o alcuni anni, in base alla gravità della condizione.

Alcuni casi di strabismo possono richiedere, infine, il trattamento chirurgico per indebolire o rinforzare i muscoli responsabili del disallineamento oculare.

Il bambino con ambliopia deve essere costantemente supportato e motivato dai propri genitori, che dovranno alleggerire il peso di questa terapia.

Alcuni piccoli accorgimenti, sia nella scelta dei dispositivi oculari che nell’utilizzo di smartphone e tablet, possono aiutarlo a percepire in maniera diversa questo tipo di condizione.

Come scegliere l’occhiale giusto?

Gli occhiali per il bambino devono essere considerati come qualcosa di positivo e poco fastidioso; per questo la scelta è importantissima e va fatta in base alle preferenze del piccolo.

Gli occhiali devono assolutamente:

  • essere molto comodi per il bambino;
  • avere un colore che apprezza;
  • essere di un materiale che non si rompa facilmente (visto la naturale propensione dei bambini al movimento).

Come comportarsi con smartphone e tablet?

ambliopia

L’utilizzo di dispositivi elettronici per i bambini è assolutamente sconsigliato, in quanto può portare a:

  • affaticamento oculare (astenopia);
  • mal di testa;
  • peggioramento della vista;
  • occhio secco (dato dalla diminuzione dell’ammiccamento).

L’affaticamento oculare può portare a debolezza visiva, visto il continuo sforzo di accomodazione del cristallino per mettere a fuoco lo schermo da vicino.

Questa condizione può, inoltre, portare a miopia; ad ogni modo, diversi studi hanno dimostrato che i bambini che svolgono molte attività all’aperto, hanno probabilità inferiori di sviluppare miopia in futuro.

Per cui, nei primissimi anni dei nostri piccoli, incentivare attività al parco ed evitare schermi di smartphone e tablet può essere la scelta giusta.

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