dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

L’occhio pigro

Spesso per i genitori è difficile capire se il proprio bambino ha l'occhio pigro: ecco come riconoscerlo e come curarlo con un buon oculista.
occhio pigro

L’occhio pigro, o più precisamente ambliopia, è una condizione che può verificarsi nei bambini durante i loro primi 5 o 6 anni di vita comportando la riduzione della capacità visiva di un solo occhio.

Questo avviene perché il cervello non riesce ad elaborare correttamente le immagini da entrambi gli occhi, prendendo come punto di riferimento le immagini dell’occhio dominante e facendo indebolire l’altro.

Spesso i genitori non riconoscono questa condizione, soprattutto se non è accompagnata da strabismo

Per questo motivo è molto importante seguire il calendario consigliato dall’Associazione Internazionale per la Riabilitazione Visiva dell’Infanzia (AIERV) per il controllo della vista del bambino:

  • a 6 mesi dalla nascita;
  • dopo il primo anno di vita;
  • a 3 anni, prima dell’ingresso alla scuola materna;
  • a 6 anni, prima dell’ingresso alle scuole elementari.

Sintomi dell’occhio pigro

L’ambliopia si manifesta con una qualità delle immagini diversa per i due occhi; questa condizione può portare a strabismo, ovvero il disallineamento degli occhi, ma spesso non viene riconosciuto dai genitori se non in questa circostanza.

Ad ogni modo, alcuni comportamenti del bambino possono suggerire la presenza di occhio pigro, come:

  • tendenza ad avvicinarsi eccessivamente alla TV;
  • occhi stanchi;
  • continuo sfregamento degli occhi;
  • occhi disallineati (strabismo);
  • difficoltà nella lettura e nell’apprendimento;
  • difficoltà di coordinamento;
  • visione doppia o offuscata;
  • mal di testa frequenti.

Visto che il bambino fatica a comunicare l’incapacità visiva di un solo occhio, è bene, come anticipato prima, attenersi al calendario per il controllo della vista fornito dall’AIERV.

Le cause

strabismo bambini

Una delle cause e allo stesso tempo conseguenze dell’occhio pigro è lo strabismo.

Questa condizione, infatti, trasmette al cervello due immagini differenti; per permettere di vedere, questo si adatta e tende ad ignorare una delle immagini, indebolendo uno dei due occhi.

L’ambliopia, inoltre, può essere causata da uno o più difetti visivi, ovvero:

Un’altra causa, anche se più rara, è la cataratta congenita, in cui la vista risulta offuscata: il trattamento, in questo caso, sarà diverso, in quanto può essere necessario il trattamento chirurgico.

Possibili conseguenze

Quando il cervello si abitua per tanto tempo ad ignorare le immagini percepite dall’occhio debole, la vista può sensibilmente peggiorare.

Inoltre, il visus non ottimale dell’occhio debole può influenzare a lungo termine anche l’occhio dominante.

Questo può avere delle ripercussioni in tutte le attività che richiedono attenzione, come guardare la lavagna o utilizzare un computer: per questi motivi è bene adoperarsi subito per la correzione dell’ambliopia, in quanto è una condizione facilmente curabile se diagnosticata in tempo.

Visita oculistica pediatrica

Il primo esame che viene effettuato dopo i 6 mesi dalla nascita è il test del riflesso rosso.

Effettuato con l’ausilio di un collirio per la dilatazione, permette di visualizzare il fondo oculare con precisione: con l’utilizzo dell’oftalmoscopio, si proietta una luce nell’occhio, che restituirà un riflesso rosso in assenza di patologie.

Quando la luce non restituisce niente o un riflesso biancastro, possono essere presenti delle patologie, come appunto la cataratta congenita, che richiedono ulteriori accertamenti.

Una volta che il bambino sarà più autonomo e in grado di collaborare, la visita oculistica pediatrica verrà arricchita da diversi esami:

  • della vista;
  • per gli strabismi latenti e per la motilità oculare;
  • in cicloplegia;
  • del segmento anteriore e del fondo oculare.

Esame della vista

tavola ottotipica

L’esame della vista, come per gli adulti, prevede l’utilizzo della tavola ottotipica, ma semplificata in base all’età del bambino.

Si potrà utilizzare “l’ottotipo di Pesando”, in cui le lettere vengono sostituite da delle immagini riconoscibili dai bambini, oppure “l’ottotipo con le E di Albini”, in cui verrà richiesto di riconoscere il verso della lettera in questione.

Si utilizza principalmente per la diagnosi di miopia, ipermetropia ed astigmatismo.

Esame per strabismi latenti e per la motilità oculare

Per l’individuazione di un eventuale strabismo, si fa ricorso a due test:

  • il cover test;
  • il test di Lang.

Entrambi puntano a far guardare il bambino in una direzione specifica per individuare il disallineamento. 

Il test di Lang, inoltre, è molto utile per l’individuazione delle forme subdole, in quanto vengono fatte osservare delle figure su una tavola con sfondo pieno di puntini.

Se il bambino non riesce a trovare le immagini non avrà stereopsi, ovvero la percezione tridimensionale.

Esame in cicloplegia

La cicloplegia viene indotta attraverso l’uso di colliri, come il ciclopentolato, per permettere lo studio più approfondito dell’occhio del bambino: è la parte dell’esame più fastidiosa per quest’ultimo, ma anche molto importante per una valutazione delle diverse strutture oculari.

Esame del segmento anteriore e del fondo oculare

In questo esame si procede con la valutazione di tutte le strutture oculari, partendo dal segmento anteriore, fino alla retina.

Verranno valutati nel dettaglio:

  • le palpebre;
  • la congiuntiva;
  • la sclera;
  • la cornea;
  • l’iride;
  • il forame pupillare;
  • il cristallino;
  • la macula;
  • Il nervo ottico.

In alcuni casi può essere effettuata la retinografia, nei pazienti più collaborativi e più grandi.

Le cure

occhio pigro cura

Per curare l’occhio pigro è necessario obbligarlo a svolgere la sua funzione, sospendendo temporaneamente l’utilizzo dell’occhio dominante.

I risultati nella maggior parte dei casi sono ottimali e vengono ottenuti posizionando sull’occhio sano una benda, così da riabituare l’occhio ambliope a mettere a fuoco le immagini in modo corretto.

Questi trattamenti sono necessari principalmente nel periodo “plastico” (fino a 8-10 anni), in cui il sistema visivo del bambino è in grado di reagire in modo ottimale. Più il bambino diventa grande e meno il suo sistema visivo sarà in grado di reagire ai trattamenti proposti. 

Visto che il bambino può trovare scomodo l’utilizzo della benda, i genitori dovranno convincerlo dei suoi benefici, evitando in ogni modo di fargliela togliere: l’interruzione della terapia, infatti, può portare a danni importanti e permanenti della vista.

Purtroppo, anche se efficace, il trattamento può durare alcuni mesi o alcuni anni, in base alla sua gravità.

Nei casi in cui l’ambliopia sia il risultato di miopia, astigmatismo o ipermetropia, la correzione può essere effettuata con occhiali da vista.

Alcuni casi di strabismo possono richiedere il trattamento chirurgico per indebolire o rinforzare i muscoli responsabili del disallineamento oculare.

Consigli utili per i genitori

Il bambino con ambliopia deve essere costantemente supportato e motivato dai propri genitori, che dovranno alleggerire il peso di questa terapia.

Alcuni piccoli accorgimenti, sia nella scelta dei dispositivi oculari che nell’utilizzo di smartphone e tablet, possono aiutarlo a percepire in maniera diversa questo tipo di condizione.

Come scegliere l’occhiale giusto?

Gli occhiali per il bambino devono essere considerati come qualcosa di positivo e poco fastidioso; per questo la scelta è importantissima e va fatta in base alle preferenze del piccolo.

Gli occhiali devono assolutamente:

  • essere molto comodi per il bambino;
  • avere un colore che apprezza;
  • essere di un materiale che non si rompa facilmente (visto la naturale propensione dei bambini al movimento).

Come comportarsi con smartphone e tablet?

ambliopia

L’utilizzo di dispositivi elettronici per i bambini è assolutamente sconsigliato, in quanto può portare a:

  • affaticamento oculare;
  • mal di testa;
  • peggioramento della vista;
  • occhio secco (dato dalla diminuzione dell’ammiccamento).

L’astenopia (affaticamento oculare) può portare a debolezza visiva, visto il continuo sforzo di accomodazione del cristallino per mettere a fuoco lo schermo da vicino. 

Questa condizione può, inoltre, portare a miopia; ad ogni modo, diversi studi hanno dimostrato che i bambini che svolgono molte attività all’aperto, hanno probabilità inferiori di sviluppare miopia in futuro.

Per cui, nei primissimi anni dei nostri piccoli, incentivare attività al parco ed evitare schermi di smartphone e tablet può essere la scelta giusta.

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