Il distacco della retina
Il distacco della retina consiste nel sollevamento di uno strato della retina dall’ epitelio pigmentato retinico; è una delle più serie emergenze oculari.
Dopo appena 48 ore dal distacco si verifica la morte cellulare, che provoca la perdita progressiva della vista, specie se la porzione di retina distaccata è quella centrale.

La retina
La retina è una sottile membrana di tessuto nervoso sensibile alla luce che riveste la superficie interna dell’occhio.
Questa resta nella sua sede naturale grazie alla pressione del corpo vitreo, un liquido gelatinoso che riempie il bulbo ed esercita un effetto tampone, spingendo la retina stessa sulla parete interna e proteggendola da eventuali traumi provenienti dall’esterno.
Quando gli stimoli luminosi entrano nell’occhio e colpiscono la retina, i fotorecettori – i coni e i bastoncelli – vengono attivati per captare la luce e poi trasformala in impulsi elettrici.
La retina ha l’importante compito di trasformare le immagini in impulsi nervosi che il nervo ottico trasmette poi al cervello.
La retina è suddivisa in due aree:
- un’area centrale chiamata macula, ricca di cellule nervose deputate al riconoscimento dei colori e alla percezione dei piccoli particolari (chiamate coni);
- un’area media e periferica, dove prevalgono invece i bastoncelli, altri fotorecettori deputati alla visione crepuscolare.
La classificazione del distacco della retina
Si distinguono quattro tipologie diverse di distacco di retina:
- regmatogeno (DRR), il più frequente, che ha origine da una rottura nella retina responsabile dell’ingresso di liquido nello spazio sottoretinico;
- trazionale, provocato dalla formazione di membrane sulla superficie retinica che creano una trazione che solleva la retina;
- essudativo, determinato dalla presenza di infiammazione o di lesioni vascolari o neoplastiche che formano dei liquidi sottoretinici;
- forme miste.
Quando il distacco coinvolge la parte più centrale della retina, la regione maculare e la fovea, la perdita di visione è molto più grave e la possibilità di riacquistare la vista è compromessa.
Le cause del distacco della retina
Il distacco della retina può verificarsi in seguito a:
- distacco posteriore del vitreo (DVP): si tratta di un processo legato all’invecchiamento fisiologico dell’occhio. L’umor vitreo, che con l’età cambia consistenza diventando più denso o più voluminoso, può far sollevare la retina nei punti in cui è più sottile;
- degenerazione a palizzata, ovvero la rottura della retina in una zona periferica degenerata e più sottile;
- pseudofachia, che può verificarsi dopo l’intervento di cataratta, soprattutto nei pazienti miopi;
- traumi;
- diabete;
- malattie infiammatorie;
- malattie genetiche varie come la sindrome di Marfan e la sindrome di Ehler Danlos.
I sintomi del distacco della retina
Il distacco della retina non mostra alcun tipo di dolore, ma è sempre anticipato da alcuni segnali, quali:
- comparsa improvvisa di mosche volanti e corpi scuri fluttuanti davanti alla vista, detti miodesopsie;
- improvvisi lampi di luce, detti fosfeni;
- un’ombra o una tenda scura che copre parte del campo visivo, detto scotoma.
Inizialmente minimi, questi sintomi tendono ad aumentare d’intensità, mostrando, nelle fasi più avanzate, un peggioramento rapido della vista, per cui è molto importante la diagnosi precoce.
La diagnosi
Il distacco della retina può essere diagnosticato con un esame del fondo oculare.
Dopo aver instillato un collirio per dilatare la pupilla, è possibile esplorare perfettamente la superficie retinica in modo da identificare la rottura e il distacco di retina.
Ulteriori approfondimenti diagnostici richiesti sono l’ecografia oculare e l’OCT (tomografia ottica computerizzata), per meglio definire la prognosi.
La presenza di altre patologie oculari, come il cheratocono, in cui si verifica una deformazione della cornea, può rendere più complessa l’individuazione della condizione.
Le cure per il distacco della retina

La terapia del distacco della retina deve essere messa in atto il più rapidamente possibile.
A questo proposito si interviene con diverse tecniche, in base alla tipologia e all’area interessata, con:
- fotocoagulazione con laser argon;
- l’intervento chirurgico.
Fotocoagulazione
Nei casi in cui il distacco coinvolga un’area ristretta della retina (senza sollevamento retinico) si può intervenire con un trattamento di fotocoagulazione con laser argon.
Lo scopo di questo trattamento è quello di creare una cicatrice intorno alla rottura che impedisca l’ingresso del liquido nello spazio sottoretinico, rinforzando la retina nei suoi punti più delicati.
Intervento chirurgico per il distacco della retina
Nei casi in cui il distacco coinvolga un’area significativa della retina si può procedere chirurgicamente con due approcci:
- ab-esterno (cerchiaggio o
ilpiombaggio); - ab-interno (vitrectomia).
Cerchiaggio e piombaggio
Il cerchiaggio prevede l’inserimento di una banda di silicone all’esterno dell’occhio, in modo da avvicinare le pareti al centro e fermare il processo di distaccamento.
L’operazione, dunque, interviene sulla sclera (la parte bianca dell’occhio), comprimendo le pareti dell’occhio dall’esterno e riavvicinandole alla retina.
Il piombaggio agisce alla stessa maniera, posizionando delle spugne di silicone alle estremità esterne dell’occhio: in entrambi i casi ne consegue una leggera miopia, che può essere corretta semplicemente con gli occhiali.
Cerchiaggio e piombaggio sono le tecniche maggiormente utilizzate per il trattamento del distacco della retina, in quanto meno invasive rispetto alla vitrectomia.
Vitrectomia
La vitrectomia è un intervento sul segmento posteriore dell’occhio, che prevede la rimozione del vitreo che causa il distacco.
Attualmente può essere effettuata con tecnica mini-invasiva grazie alla progressione tecnologica dello strumentario, creando incisioni autosigillanti inferiori al millimetro, che non necessitano di suture.
La vitrectomia viene presa in considerazione nelle recidive dei pazienti già sottoposti a piombaggio e cerchiaggio.
I tempi di recupero
A seguito di un intervento per il distacco della retina saranno necessari almeno 20-30 giorni di riposo: nei pazienti in cui l’attività lavorativa prevede sforzi fisici, come sollevare dei pesi, il post-operatorio può essere più lungo.
È importante, inoltre, evitare di prendere l’aereo nelle settimane successive, in quanto la variazione di pressione può danneggiare permanentemente l’occhio: sarà l’oculista, dopo attenta valutazione dello stato dell’occhio, a indicare la ripresa di questo tipo di attività.
La prevenzione
La comparsa di corpi scuri mobili e lampi di luce (miodesopsie e fotopsie) deve mettere in allarme il paziente e spingerlo a sottoporsi al più presto ad una visita oculistica.
La migliore prevenzione consiste nel conoscere i sintomi e nel sottoporsi a controlli della vista periodici.
È importante sapere che le miodesopsie non scompariranno totalmente, ma andranno progressivamente a ridursi e il paziente, con il tempo, non ci farà più caso.





