Glaucoma

glaucoma

Il glaucoma

vista con glaucoma

Il glaucoma è una patologia a carico del nervo ottico, il nervo che collega l’occhio al cervello e permette la percezione delle immagini.

Il glaucoma, se non trattato, tende alla progressione, danneggiando in un primo momento la vista periferica, fino a causare completa cecità.

Ad ogni modo, se diagnosticato e curato precocemente, la diminuzione del visus causato da questa patologia può essere prevenuta in maniera efficace.

Esistono varie tipologie di glaucoma, per tale ragione viene considerato una patologia estremamente eterogenea, con sintomi variabili a seconda della forma di cui è affetto il paziente.

Il glaucoma è principalmente correlato, seppur non in tutti i casi, all’aumento della pressione intraoculare (IOP).

I sintomi del glaucoma

I primi stadi del glaucoma generalmente non vengono notati dal paziente, progredendo costantemente e risultando in un primo momento asintomatico: per questo motivo viene chiamato il “silenzioso ladro della vista”, proprio in virtù dell’andamento subdolo della patologia.

Quando si riscontrano problemi soprattutto nella vista periferica, il danno al nervo ottico risulta, infatti, già avanzato: per questo motivo, soprattutto dopo i 40 anni, è buona norma sottoporsi regolarmente a visite oculistiche, in particolar modo valutando la pressione oculare con la tonometria.

Le cause

Le cause del glaucoma non sono ancora note, per questo motivo è definita una malattia idiopatica.

L’aumento della pressione intraoculare risulta essere un fattore di rischio importante, presente in circa l’80% dei casi.

Quando non si riscontra un aumento della pressione intraoculare, anche se si tratta di un fenomeno più raro, si parla di glaucoma normotensivo, o glaucoma a bassa pressione.

Tra gli altri fattori di rischio si annoverano:

  • l’invecchiamento;
  • casi in famiglia;
  • miopia grave;
  • diabete;
  • ridotto spessore corneale centrale;
  • traumi oculari;
  • interventi chirurgici passati;
  • malattie oculari;
  • ridotta perfusione del nervo ottico.

Classificazione del glaucoma

Il glaucoma è caratterizzato da un danno progressivo al nervo ottico, ma può manifestarsi in diversi modi, per cui viene classificato in maniera differente in base alle sue caratteristiche.

Glaucoma primario ad angolo aperto

Il glaucoma primario ad angolo aperto risulta essere la forma più comune, che interessa maggiormente la popolazione anziana: la pressione intraoculare (IOP) si alza a causa della diminuita capacità di deflusso dell’umore acqueo che si trova all’interno dell’occhio.

Rispetto alle altre forme, sembra essere maggiormente condizionata dai fattori di rischio sopra elencati e non manifesta la sintomatologia se non dopo un lungo periodo di tempo.

Il glaucoma ad angolo aperto può essere, inoltre, normotensivo, a pressione normale, danneggiando comunque il nervo ottico e mostrando deficit del campo visivo.

Glaucoma acuto

Il glaucoma primario ad angolo chiuso è caratterizzato da una pressione intraoculare che raggiunge rapidamente livelli molto elevati, in quanto il meccanismo di drenaggio dell’umor acqueo si blocca.

La sua insorgenza è improvvisa, manifestandosi con dolore oculare e calo repentino della vista, prendendo il nome di glaucoma acuto.

Il glaucoma acuto si manifesta con sintomi più aggressivi, come:

  • grave dolore oculare e arrossamento;
  • calo della vista;
  • aloni colorati;
  • cefalea;
  • nausea e vomito.

Questa condizione rappresenta una seria emergenza oculistica, che deve essere trattata il prima possibile.

È di fondamentale importanza effettuare un trattamento laser profilattico chiamato iridotomia, in grado di prevenirlo.

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Glaucoma congenito

Il glaucoma congenito, presente alla nascita, è una forma rara ma particolarmente grave e resistente alle terapie; riconosce una eziologia malformativa dell’angolo irido-corneale.

Si manifesta generalmente con:

  • lacrimazione eccessiva;
  • blefarospasmo;
  • fotofobia;
  • cornea opaca;
  • ingrossamento dell’occhio.

Dopo i 3 anni si evidenzia una miopia progressiva e una riduzione sensibile del campo visivo.

Glaucoma secondario

In questo caso il glaucoma è secondario ad altre condizioni, come:

  • diabete;
  • ipertensione arteriosa;
  • prolungata assunzione di farmaci cortisonici.

Glaucoma secondario neovascolare

Una forma particolarmente aggressiva e di difficile gestione è il glaucoma secondario neovascolare, complicato per lo più da una patologia oculare ischemica cronica come l’occlusione venosa retinica o la retinopatia diabetica.

Il glaucoma neovascolare è caratterizzata, in una prima fase. dalla crescita di tessuto fibrovascolare davanti al trabecolato, ostruendo il deflusso dell’umor acqueo.

Il glaucoma neovascolare è caratterizzato, in una prima fase dalla crescita di tessuto fibrovascolare davanti al trabecolato, ostruendo il deflusso dell’umor acqueo.

La diagnosi

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Il punto essenziale nella diagnosi è il riscontro dell’aumento della pressione intraoculare, in quanto presente nella maggior parte dei casi.

A questo proposito si viene effettuata una tonometria con tonometro di Goldmann, che imprime una lievissima pressione sulla cornea.

Se il valore misurato è superiore a 21 mmHg, il paziente viene considerato in ipertono oculare.

La procedura è di breve durata, circa 20 secondi: è, inoltre, una tecnica non invasiva, per cui il paziente non avvertirà nessun tipo di dolore.

Per avere un quadro più dettagliato della condizione, si fa ricorso alla tomografia ottica computerizzata (OCT), che permette di effettuare delle scansioni retiniche e corneali molto precise, dando informazioni sul nervo ottico.

Anche in questo caso la procedura è rapida e non invasiva, richiedendo per il suo completamento una decina di minuti.

Ultimo, ma non meno importante, l’esame del campo visivo, oggi effettuabile con perimetri computerizzati particolarmente precisi.

Le cure per il glaucoma

glaucoma collirio

Collirio

Il primo trattamento del glaucoma è generalmente di tipo medico: viene prescritta la somministrazione singola, o in associazione, di colliri che favoriscono il deflusso dei liquidi intraoculari.

Le classi di farmaci più utilizzate sono:

  • betabloccanti;
  • prostaglandine;
  • alfa-agonisti;
  • inibitori dell’anidrasi carbonica.

Diversamente dagli interventi di cataratta, che mirano al recupero visivo, i trattamenti per il glaucoma puntano a conservare e non a ripristinare la vista.

Intervento chirurgico

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Nel caso in cui i colliri non siano tollerati o non siano sufficienti si procede con il trattamento chirurgico.

Gli interventi possibili sono:

  • trabeculoplastica con laser micropulsato (MLT), nelle fasi iniziali;
  • iridotomia con Yag Laser, per il glaucoma ad angolo chiuso;
  • ciclofotocoagulazione transclerale con G-Probe (CTCP), nelle fasi avanzate;
  • applicazione di uno stent con chirurgia mini-invasiva.

I trattamenti sopra elencati vengono effettuati in regime ambulatoriale e vengono eseguiti dopo aver praticato un’anestesia topica sottocongiuntivale.

Lo stent per il glaucoma

xen

Nei pazienti con glaucoma primario ad angolo aperto in cui i trattamenti conservativi non siano stati efficaci si procede ad un intervento chirurgico con tecnica mini-invasiva.

L’intervento prevede l’impianto di uno stent in gelatina (chiamato XEN) per permettere il drenaggio dell’umor acqueo in eccesso dalla camera anteriore allo spazio sottocongiuntivale.

mini invasiva

Questo viene inserito mediante un iniettore dalla parte interna dell’occhio, attraverso una piccola incisione nella cornea: la procedura viene generalmente effettuata in anestesia topica.

Non è un intervento doloroso ed anche nelle ore immediatamente successive all’intervento non si sente generalmente dolore.
Il post-operatorio, inoltre, prevede l’installazione di gocce di collirio per alcune settimane, una visita di controllo il giorno successivo e un’altra dopo 15-20 giorni.
In questo lasso di tempo è necessario sospendere qualsiasi tipo di attività sportiva.
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