dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Cataratta: sintomi, tipologie, cura e convalescenza

Come riconoscere i sintomi della cataratta e come affrontare con serenità l'intervento chirurgico e la convalescenza.
cataratta sintomi

Come diceva Friederich A. Sorge:

“la cosa splendida del parlare con gli occhi è che non ci sono mai errori grammaticali. Gli sguardi sono frasi perfette.”

Ma come possono parlare i nostri occhi, se quando loro ci parlano, noi non li ascoltiamo?

Quando si notano i primi sintomi della cataratta è fondamentale consultare uno specialista, per valutare immediatamente la soluzione migliore.

Fatta questa premessa, a parer mio molto importante, possiamo parlare di cosa sia la cataratta, quali siano i sintomi principali di questa patologia, le cause e le sue possibili cure.

La cataratta

vista nitida da lontantovista con cataratta

Per cataratta si intende l’opacizzazione del cristallino.

Un cristallino normale è trasparente.
Ogni opacità congenita o acquisita del cristallino, indipendentemente degli effetti sulla visione, prende il nome di cataratta.

Questo può portare a un lieve oppure elevato offuscamento della vista, con conseguenze negative sulle attività giornaliere.

Guidare può risultare molto rischioso, ma anche semplicemente guardare la televisione o leggere una rivista possono diventare attività molto complesse.

Se ultimamente si è riscontrata difficoltà nel vedere bene, soprattutto alla guida, ma anche se si sta notando una vista diversa da come si ricordava, è giunto il momento di una check-up refrattivo per confermare la diagnosi di cataratta e qual è la soluzione più efficace.

Cataratta: sintomi

sintomi cataratte

I sintomi della cataratta possono essere:

  • colori sbiaditi;
  • visione offuscata;
  • difficoltà a leggere;
  • aloni intorno alle luci (come i fari delle auto);
  • visione a chiazze;
  • luci percepite come molto forti;
  • difficoltà a vedere di notte;
  • necessità di cambiare spesso gli occhiali.  

La cataratta molte volte non viene riconosciuta perché, non essendo una patologia dolorosa, la sua degenerazione viene confusa con un peggioramento di un difetto visivo già presente, come, per fare un esempio, l’astigmatismo.

Capita anche che ci si abitui semplicemente a questa condizione.

Spesso alcuni paziente riferiscono addirittura un miglioramento della vista da vicino e un peggioramento di quella da lontano: questo è sicuramente un campanello d’allarme, perché a una certa età i difetti visivi non migliorano più.

Le cause della cataratta

Adesso che sappiamo riconoscere i sintomi della cataratta, vediamo insieme le cause.

La prima è l’avanzare dell’età: per questo è utile considerare se in famiglia una persona anziana accusa da diverso tempo un peggioramento della vista, perché potrebbe non essere semplice presbiopia.

Questo si può scoprire solo con una visita specialistica.

Le cause principali di insorgenza della cataratta sono:

  • l’invecchiamento;
  • malattie sistemiche o metaboliche (diabete mellito, sindrome di Down, amaurosi congenita di Leber e altre);
  • una patologia oculare già presente (ad esempio il glaucoma);
  • una miopia elevata;
  • assunzione prolungata di alcune tipologie di farmaci (terapie cortisoniche, farmaci miotici o pomate e colliri per la cura del glaucoma);
  • esposizione prolungata a raggi UV o infrarossi;
  • un trauma.

Inoltre alcolismo, tabagismo, ipertensione ed obesità possono favorire l’insorgenza del disturbo.

Molto spesso ci si dimentica della salute dei propri occhi e si corre dal medico quando ci sono dei problemi già in fase avanzata.

Il mio consiglio, soprattutto come medico ma in primo luogo come persona, è quello di fare dei check-up costantemente: la diagnosi precoce è la forma migliore di cura e di prevenzione di patologie correlate.

Tipologie di cataratta

cataratta secondaria sintomi

Le tipologie di cataratta si possono classificare in base all’età in cui si manifestano i sintomi della cataratta e alla sede dove si manifesta.

In base alle cause che la generano, si distinguono in:

  • cataratta congenita (contratta in età infantile);
  • cataratta traumatica (a seguito di danni fisici o meccanici dell’occhio);
  • cataratta senile (la più comune, si può contrarre già dai 50 anni);
  • cataratta iatrogena (data da farmaci come i cortisonici);
  • cataratta secondaria a patologie sistemiche (come ad esempio il diabete) o oculari (come il glaucoma).

Ad eccezione di alcuni tipi di cataratta congenita, le forme appena elencate sono progressive, quindi con l’avanzare dell’età e del tempo il visus diminuisce.

Il cristallino a volte si opacizza a tal punto da coprire interamente la pupilla: si può ancora operare ma, ovviamente, intervenire precocemente è sempre la soluzione più efficace.

La cataratta iatrogena, come dicevamo prima, è legata all’abuso di farmaci come il cortisone, che per molti casi è una salvavita: abusarne però può portare ad avere delle ripercussioni, che alla lunga non gioveranno per niente alla salute.

La cataratta congenita si riscontra nel primo anno di età ed è conseguenza di malattie metaboliche della madre, quali la galattosemia, o reumatiche, come l’artrite reumatoide giovanile.

Diversamente dalla cataratta senile, quella congenita presenta molti più problemi, perché l’occhio va operato in una fase di crescita (nella prima infanzia), che porta alla perdita del potere di accomodazione dell’occhio e a maggiori possibili complicazioni.

Gli stadi della cataratta

In base allo stadio la cataratta può essere:

  • immatura o iniziale (grado 1);
  • matura (grado 2 o 3);
  • ipermatura (grado 4);
  • morgagnana (grado 4 con liquefazione della corticale).

Invece per quanto riguarda la posizione rispetto al cristallino abbiamo:

  • cataratta nucleare (nella parte centrale);
  • cataratta corticale (all’esterno);
  • cataratta sottocapsulare (parte anteriore o posteriore). 

Quando fare una visita oculistica

Ogni mese – in Italia – vengono cercate su internet “cataratta” e “cataratta sintomi” ben 17.000 volte!

Ecco perché è importante sottolineare quanto sia fondamentale fare regolarmente delle visite a tutte le età.

Questo perché le informazioni che possono essere trovate online, non possono e non devono mai sostituire la visita in studio: ogni caso è a sé e solo il medico specialista sa nel dettaglio qual è la soluzione più corretta per il singolo paziente.

Dopo i 50 anni è consigliabile fare una visita di controllo almeno ogni 2 anni, se non prima, ma soprattutto all’insorgere dei sintomi della cataratta, per curarla senza complicazioni.

La visita per il controllo verrà eseguito con una lampada a fessura (dopo l’apposizione di un collirio midriatico) che ha una lente di ingrandimento che permette di valutare lo stato di salute dell’occhio nelle sue strutture interne.

Non è detto che il paziente debba essere operato nell’immediato: per questo è bene fare una visita per avere informazioni sulla salute dell’occhio.

Possono passare anche degli anni, ma è sempre meglio avere la salute degli occhi – e della vista – sotto controllo.

In linea di massima si decide di operare nel momento in cui la patologia interferisce con le tue attività quotidiane, ma vi può essere la necessità di anticipare l’operazione per motivi personali, come ad esempio se si lavora al computer o se si ha necessità di guidare, sia per lavoro che per altre ragioni.

È naturale avere un po’ di preoccupazione per questa operazione, perché si parla della vista, una delle principali facoltà sulla quale l’essere umano fa affidamento.

Mi sento di tranquillizzare i pazienti: non c’è bisogno di preoccuparsi, la cataratta si può curare senza problemi: ci sarà la possibilità di rivedere le cose con chiarezza e anzi, si potranno eliminare anche gli altri difetti visivi, come la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo o la presbiopia.

Nel peggiore dei casi, dovrete portare solo un paio di occhiali (e non più due).

La cura della cataratta

La progressione della cataratta è inarrestabile: la soluzione migliore è farsi visitare non appena si riscontrano i sintomi, per decidere quando procedere con la sostituzione del cristallino.

Non esistono oggi altri metodi certificati che possano curare il disturbo in maniera diversa: è necessario l’intervento, ma ti restituirà la tua gioia di vivere.

Se ignorata, la patologia può degenerare e diventare ipermatura o cataratta morgagnana: nel primo caso, il cristallino viene ricoperto completamente permettendo quasi esclusivamente la percezione della luce; nella morgagnana (o cataratta di Morgagni), il nucleo catarattoso scende verso il basso, perché le fibre corticali peggiorano e si fluidificano.

Oltre ad aumentare le possibilità di insuccesso dell’intervento, queste condizioni possono portare all’aumento della pressione endoculare, a ciò che comunemente chiamiamo glaucoma.

È molto importante che il paziente instauri un rapporto di fiducia con il medico. Dopo tanti interventi svolti, la learning curve del chirurgo è certamente al suo massimo, ma ciò che fa la differenza – e questo è un fattore che cerco sempre di coltivare – è il rapporto con i pazienti, è il riuscire a trasmettere che si è un “team“ unito con un unico grande obiettivo: tornare a vedere bene.

L’intervento di cataratta con il laser

cataratta intervento laser

L’intervento di cataratta è l’intervento chirurgico più eseguito al mondo.

La nuova frontiera per l’intervento di cataratta si chiama Femto-cataratta, una tecnica che sfrutta impulsi laser della durata del miliardesimo di secondo e consente di eseguire alcune delle principali fasi operatorie.

Il laser lavora, quindi, congiuntamente alle mani del chirurgo al fine di effettuare in sinergia l’intero procedimento chirurgico.

Si tratta di una tecnica rivoluzionaria che la scienza (recente premio Nobel), in continua evoluzione, ha messo a punto qualche anno fa; essa consente maggior precisione d’intervento associate ad un decorso post-operatorio più semplice.

Il laser è quindi in grado di ridurre la variabilità nell’esecuzione delle fasi dell’intervento; tuttavia, nei casi più complessi, come cataratte evolute o molto dure, scarsa dilatazione della pupilla, presenza di opacità o irregolarità corneali, la tecnica tradizionale rimane ancora il gold standard.

Vi sono quindi diverse situazioni in cui non è consigliabile, come nel caso della cataratta morgagnana o di irregolarità corneali.

Per questo è fondamentale la visita oculistica, per comprendere l’operazione adeguata da effettuare, per ottenere nuovamente una vista pressoché perfetta.

L’intervento per la cataratta consiste nella rimozione del cristallino opacizzato seguito dall’inserimento di un nuovo cristallino artificiale, che renderà la vista di nuovo ottimale.

Molto spesso con l’intervento per la cataratta si possono trattare, in base al caso, anche la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia, migliorando notevolmente la qualità della tua vita, tarando la lente intraoculare (IOL) in base al difetto visivo associato alla cataratta.

Quattro gli step fondamentali dell’operazione: 

  • incisione corneale;
  • apertura circolare sulla capsula anteriore del cristallino;
  • rimozione del nucleo catarattoso con facoemulsificazione a ultrasuoni con successiva aspirazione delle fibre cristalline opache;
  • impianto della lente intraoculare, scelta e calibrata sull’eventuale difetto del paziente (IOL).

Come detto prima, le lenti vengono calibrate in base al difetto visivo che il paziente aveva in precedenza.

Intervento cataratta: complicazioni

No, non è pericoloso: le percentuali di insuccesso sono molto basse e non portano alla cecità.

Già dai primi sintomi della cataratta è possibile curare con l’intervento, unico modo per liberarsi definitivamente da questo disturbo.

L’intervento alla cataratta è uno dei più eseguiti al mondo: per questa ragione le tecnologie e le tecniche si sono affinate a tal punto da renderlo un trattamento sicuro ed efficace, ma soprattutto, che risolve un problema che prima o poi tutti dovremo affrontare.

L’operazione è molto sicura, tanto che si svolge in regime ambulatoriale.

L’unica cosa necessaria durante l’operazione è restare fermi: se si dovesse avere un po’ di agitazione, è possibile somministrare un leggero sedativo, così da calmarsi per permettere lo svolgimento dell’operazione.

L’intervento è eseguito in assoluta assenza di dolore.

Considerando la delicatezza della zona, sono state create delle soluzioni, come i sedativi, per permettere ai pazienti di stare più calmi e svolgere il tutto in circa un quarto d’ora.

Non bisogna assolutamente farsi ricoverare, ed è possibile uscire dalla clinica dopo un’ora circa dalla fine dell’operazione per tornare a casa dalla propria famiglia, ovviamente facendosi accompagnare.

Intervento cataratta: convalescenza

La guarigione completa si avrà in un lasso di tempo che va dalle 2 alle 4 settimane.

Si useranno dei colliri per la guarigione per una decina di giorni. Non tanto se si considera che dopo si avrà di nuovo una vista impeccabile.

Nei 3 giorni successivi, bisogna stare attenti a:

  • colpi di tosse o starnuti; 
  • non sollevare pesi; 
  • non prendere il raffreddore; 
  • non chinare il capo.

È molto importante, inoltre, proteggere i propri occhi con degli occhiali da sole, così da salvaguardare il lavoro svolto e permettere un miglior decorso post operatorio.

Più avanti nel tempo, vi è la possibilità che la capsula posteriore perda leggermente trasparenza: questo fenomeno viene chiamato cataratta secondaria e si può sistemare con un trattamento al laser, non chirurgico, non invasivo e non doloroso, chiamato YAG.

Se si dovesse riscontrare questo tipo di problema, non si dovrà fare altro che chiamarmi in studio, rendendomi partecipe subito del problema. Ci vedremo nuovamente e potremo eliminare per sempre questo fastidio.

Cataratta e difetti visivi correlati

Ci sono poi casi in cui l’intervento di cataratta dà luogo a ulteriori vantaggi, contribuendo, per esempio, a ridurre la pressione intraoculare nei pazienti affetti da glaucoma. In questi pazienti spesso l’intervento di cataratta viene anticipato al fine di gestire meglio la pressione oculare.

Molto spesso con l’intervento per la cataratta si possono trattare simultaneamente, in base al caso, anche:

  • la miopia;
  • l’ipermetropia;
  • la presbiopia;

Cataratta e astigmatismo

Un paziente astigmatico adesso può avere le lenti intraoculari toriche per correggere il suo difetto, diversamente da come accadeva in passato; un paziente presbite avrà, invece, le IOL multi-focali che correggono la visione da lontano, da vicino e per le distanze intermedie.

Cataratta e presbiopia

Per curare la presbiopia esistono diversi tipi di lenti intraoculari multifocali, ma le più innovative e all’avanguardia ora sono:

  • le trifocali;
  • le EDOF;
  • le CTF,

che garantiscono una visione ottimale per tutte le distanze.

Se in passato la cura era esclusiva per la cataratta, adesso si possono correggere i propri difetti visivi, molto spesso eliminando gli occhiali dalla propria vita.

Le mie pubblicazioni scientifiche sulla cataratta

I miei studi si sono concentrati principalmente sulle diverse tipologie di lenti intraoculari che possono essere impiantate, comparando tra loro i risultati per comprendere quali siano le soluzioni adatte ad ogni esigenza.

Ho condotto uno studio sulle nuove lenti per la correzione della presbiopia e la risposta nel lungo termine delle incisioni rilassanti limbari per la cura dell’astigmatismo, sempre nel contesto dell’operazione della cataratta.

Le diverse pubblicazioni scientifiche sono presenti, in lingua inglese, su PubMed: di seguito troverete i titoli in italiano.

Condividi l'articolo:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Potrebbe interessarti anche: