dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Gli esami di idoneità all’operazione laser agli occhi

Operazione laser occhi: gli esami per scoprire se sei un candidato ideale per la correzione dei difetti visivi con la tecnica FemtoLasik o PRK.
operazione laser occhi

Hai finalmente deciso di sottoporti all’operazione laser agli occhi, sta dunque arrivando il momento del check-up refrattivo.

L’indicazione di idoneità all’intervento Lasik non è però immediata: è necessario valutare alcuni parametri fondamentali ed escludere la presenza di patologie che potrebbero aggravarsi dopo l’applicazione del laser agli occhi.

Per completezza, la non idoneità riguarda una percentuale minima di pazienti: questo non toglie che una visita oculistica completa e approfondita è l’unico modo per avere certezza della salute dei propri occhi e di poter affrontare serenamente questo piccolo intervento chirurgico e il suo decorso post-operatorio.

Il check-up refrattivo è un insieme di esami che permette di valutare la candidabilità del paziente al trattamento, a seguito di un’analisi molto precisa della sua condizione oculare.

Gli esami a cui ci si deve sottoporre sono i seguenti:

  • esame refrattivo;
  • topografia corneale;
  • pachimetria corneale;
  • aberrometria corneale;
  • tomografia del segmento anteriore;
  • pupillografia;
  • test Break-up time (BUT);
  • tonometria;
  • esame del fundus oculi;
  • tomografia ottica computerizzata (OCT).

Tutti questi esami sono non invasivi: servono per valutare la possibilità del paziente di candidarsi all’intervento di chirurgia refrattiva.

Prima di vedere nel dettaglio quali sono gli esami, vediamo quali sono i requisiti fondamentali che vanno rispettati per potersi sottoporre all’operazione laser agli occhi.

Idoneità all’operazione laser agli occhi

I requisiti per potersi sottoporre a chirurgia refrattiva sono:

  • stabilità del difetto visivo da almeno un anno;
  • mancanza di patologie oculari (quali glaucoma, sindrome dell’occhio secco o cheratocono);
  • avere più di 20 anni.

Esiste un’età minima differente per ogni difetto visivo, ma possiamo affermare che in generale è di 20 anni: per vedere nel dettaglio questo argomento, potete leggere questo articolo.

Un altro aspetto fondamentale è legato allo spessore della cornea: quando non si ha lo spessore minimo consentito per la FemtoLasik, si utilizza la tecnica PRK, ugualmente efficace, ma con un recupero più lungo e più doloroso.

Per vedere le differenze tra le due tecniche, ti consiglio di leggere, invece, questo articolo.

Esame refrattivo

L’esame refrattivo permette di indagare le caratteristiche refrattive dell’occhio in stato di riposo, a prescindere dal potere accomodativo del cristallino.

In questa fase si valuta l’entità del difetto attraverso un esame oggettivo, l’auto refrattometro, che ci da un’indicazione di partenza per poi procedere con l’esame soggettivo: per ottenere un risultato preciso e ripetibile si utilizza il forottero, che misura l’acuità visiva con la partecipazione attiva del paziente; vengono inserite delle lenti correttive nello strumento in base alle risposte del paziente. fino ad ottenere la migliore acuità visiva.

L’esame refrattivo, poi, viene ripetuto dopo aver effettuato la ciclopegia: attraverso l’istillazione di un collirio, si paralizza il muscolo ciliare che attua l’accomodazione, così da ottenere le diottrie vere e proprie del paziente.

Il risultato refrattivo da inserire nel laser viene scelto in base alla refrazione soggettiva, al risultato della ciclopegia e allo stile di vita e agli obiettivi del paziente.

Topografia corneale

topografia corneale

La topografia corneale permette di mappare la superficie della cornea, individuando irregolarità ed anomalie.

Una cornea regolare permette di operare senza problemi con la tecnica FemtoLasik: un’irregolarità data da patologia (come può essere il cheratocono), impedisce lo svolgimento dell’operazione laser agli occhi.

Per questo l’analisi della cornea è importantissima, perché permette di capire la candidabilità effettiva del paziente.

Pachimetria corneale

Un altro esame fondamentale, assieme alla topografia corneale, è la pachimetria: si occupa di misurare lo spessore corneale.

Questi due esami permettono di diagnosticare il cheratocono e, quindi, la candidabilità alla FemtoLasik.

La pachimetria permette la misurazione corretta e il monitoraggio dell’ipertensione oculare nei pazienti con glaucoma.

Uno spessore maggiore della norma può essere confuso con l’ipertensione oculare, così come il contrario: per confermare la diagnosi, bisogna completare l’esame con la tonometria, che vedremo in seguito.

Aberrometria corneale

L’aberrometria permette di valutare le alterazioni di diverse strutture oculari, come la cornea, la retina, l’umor acqueo, il corpo vitreo e il cristallino.

Questo esame aiuta a comprendere se esistono aberrazioni oculari che possono portare ad una messa a fuoco scorretta delle immagini.

Le aberrazioni della cornea e del cristallino possono influenzare sensibilmente la qualità di messa a fuoco delle immagini, per questo è un esame fondamentale del check-up refrattivo.

Tomografia del segmento anteriore

La tomografia del segmento anteriore permette lo studio della porzione dell’occhio che va dalla cornea al cristallino.

Questo esame permette, con un apposito strumento, la creazione di un’immagine in 3D della struttura e della composizione del segmento anteriore dell’occhio.

È un esame molto importante per la chirurgia refrattiva, ma anche per le valutazioni relative alla sostituzione del cristallino in caso di operazione di cataratta.

Pupillografia

pupillografia

La pupillografia misura i cambiamenti della dimensione pupillare in condizioni di luce differenti.

Si possono analizzare in questo modo i movimenti di dilatazione e di contrazione della pupilla, per valutare l’intervento più adatto e la zona ottica di azione, specialmente nei casi di miopie elevate.

Break-up time Test (NIAvg BUT)

Il tempo di rottura del film lacrimale tra un ammiccamento ed il successivo (NIAvg BUT o Test Break-up time)  è un indicatore fondamentale della stabilità lacrimale ed uno dei test clinici più semplici per fare diagnosi di sindrome da disfunzione lacrimale e, quindi, valutare eventuali controindicazioni all’intervento laser.

Quando il tempo è inferiore ai 10 secondi, è possibile che ci si trovi davanti a una sindrome dell’occhio secco, che non permette di proseguire con la chirurgia refrattiva.

In questo caso si ricorre ad altri tipi di trattamenti, come il trattamento con luce pulsata.

Tonometria

La tonometria è l’esame che permette di misurare il tono oculare, ovvero la pressione interna dell’occhio: assieme alla pachimetria, permette il monitoraggio della salute oculare in caso di glaucoma.

L’unità di misura utilizzata è il millimetro di mercurio (mmHg).

Nella diagnosi di glaucoma, uno spessore corneale particolare può portare a risultati falsati se, oltre alla tonometria, non viene preso in considerazione anche il risultato della pachimetria: per questo motivo i due esami in questione vanno eseguiti sempre insieme.

Questo vale se si utilizza il Tonometro di Goldmann.

I moderni tonometri a soffio, invece, misurano anche lo spessore corneale e ci danno come risultato la pressione intraoculare già corretta per il dato pachimetrico.

Esame del fundus oculi

L’esame del fondo oculare (o fundus oculi), consiste nella valutazione delle strutture oculari collocate posteriormente all’iride ed al cristallino.

Le strutture in questione sono:

  • corpo vitreo;
  • retina centrale (polo posteriore, contenente la macula, sede della visione più definita);
  • retina periferica;
  • porzione intraoculare del nervo ottico (papilla ottica).

Tomografia ottica computerizzata (OCT)

La tomografia ottica computerizzata (OCT) è un esame con il quale si ottengono delle scansioni della retina e della cornea ad alta risoluzione, per valutare la presenza di patologie che possono interessare le oculari appena citate.

Attraverso interferometria a luce bianca a bassa coerenza, vengono analizzati i diversi strati della cornea, la parte centrale della retina chiamata macula e il nervo ottico.

È un esame digitale, quindi permette l’analisi differenziale con esami effettuati in passato, e si esegue con la pupilla in dilatazione.

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