dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Glaucoma: l’importanza della diagnosi precoce e possibili trattamenti

Glaucoma: è la seconda causa di cecità al mondo dopo la cataratta. Non può regredire, ma può essere controllato se non addirittura arrestato: ecco le soluzioni.
glaucoma di morton

Il termine glaucoma deriva dal greco glaukós, che significa “celeste, ceruleo”.

Questo nome è dato dal colore che l’occhio assume nella fase terminale della malattia.

È una patologia cronico-degenerativa e può portare a cecità se non trattata: tuttavia, quando viene diagnosticata precocemente e si seguono con meticolosità le cure, si può tenere sotto controllo.

Viene anche chiamato il “ladro silenzioso della vista” proprio perché in genere ci si accorge di avere il glaucoma solo nelle fasi terminali della patologia.

In questo articolo vorrei informare i pazienti su questa patologia, illustrare i sintomi, le cause e i trattamenti per arrestarla: se un vostro familiare, o voi stessi, doveste ritrovarvi in ciò che state leggendo, è opportuno prenotare immediatamente una visita oculistica per fugare ogni dubbio.

Focalizziamoci adesso su cosa è il glaucoma.

Cos’è il glaucoma?

Il glaucoma è una patologia dell’occhio che consiste nell’aumento progressivo della pressione oculare interna.

Dopo la cataratta, è la seconda causa di cecità al mondo ed insorge generalmente dopo i 40 anni.

Il glaucoma colpisce il nervo ottico, danneggiando le fibre nervose e riducendo gradualmente il campo visivo.

I segni clinici caratteristici sono:

  • l’aumento della pressione intraoculare;
  • l’escavazione del nervo ottico.

La quantità di produzione e assorbimento di umor acqueo devono coincidere; tale flusso, che avviene tramite il trabecolato, serve a mantenere la pressione intraoculare sempre costante.

Quando la produzione di umor acqueo aumenta o il suo assorbimento viene ostacolato, si ha, per l’appunto, ipertensione oculare, che si riscontra nell’80% dei casi di glaucoma.

I valori normali di pressione oculare devono essere compresi tra i 10 e i 21 mmHg.

Vediamo ora, insieme, le cause e in seguito le forme possibili.

Cause del glaucoma

In linea di massima non ci sono delle cause specifiche, salvo nel caso del glaucoma secondario, come vedremo in seguito.

Tuttavia sono state riscontrate delle condizioni che possono favorire lo sviluppo del glaucoma, ovvero:

  • età;
  • ereditarietà;
  • spessore corneale centrale più sottile;
  • ipertensione sistemica;
  • diabete;
  • miopia.

Forme di glaucoma

vista con glaucoma

Il glaucoma può essere:

  • glaucoma primario ad angolo aperto;
  • glaucoma normotensivo o pressione normale;
  • glaucoma ad angolo chiuso o acuto;
  • glaucoma secondario;
  • glaucoma giovanile;
  • glaucoma congenito;
  • glaucoma neovascolare.

Il glaucoma ad angolo aperto, la forma più comune, è caratterizzato dall’aumento lento e progressivo della pressione intraoculare ed è dovuto all’incapacità di deflusso del sistema di scarico dell’umor acqueo.

L’umor acqueo viene scaricato nei vasi sanguigni sclerali, ma in questo caso incontra difficoltà, portando ad un aumento della pressione all’interno dell’occhio e ad un conseguente danno al nervo ottico.

Il glaucoma primario ad angolo chiuso insorge in modo improvviso (viene chiamato anche glaucoma acuto) ed è dovuto alla chiusura netta dell’angolo irido-corneale che impedisce il deflusso dell’umor acqueo.

È caratterizzato dal raggiungimento di livelli elevati di pressione intraoculare in brevissimo tempo e necessita di un trattamento immediato.

Il glaucoma a pressione intraoculare normale o normotensivo presenta le stesse caratteristiche del glaucoma primario ad angolo aperto, senza l’aumento della pressione intraoculare.

Il glaucoma giovanile ha, invece, origine malformativa: è particolarmente insidioso per l’età d’insorgenza, perché la diagnosi spesso viene fatta in ritardo.

Il glaucoma congenito è anche questo ad angolo aperto ed è una malattia a trasmissione autosomica dominante, ovvero il figlio di un individuo affetto da glaucoma congenito ha il 50% di probabilità di esserne affetto a sua volta.

È comunque raro, ma è più grave del glaucoma giovanile e più resistente alle terapie.

Il glaucoma secondario è l’unica forma in cui si possono riconoscere le cause effettive, in quanto è successivo:

  • a un trauma;
  • a una terapia cortisonica prolungata;
  • ad un intervento chirurgico oculare.

Il glaucoma neovascolare è molto più aggressivo e con una gestione molto più difficile, in genere complicato da altre malattie, come possono essere l’occlusione venosa retinica o la retinopatia diabetica.

Sintomi

A parte per il glaucoma ad angolo chiuso, ad insorgenza più veloce, solitamente i sintomi del glaucoma ad angolo aperto sono rari o di difficile interpretazione.

Alle volte i due occhi hanno dei deficit non simmetrici, rendendo difficile il riconoscimento del problema.

Ci si accorge della perdita della qualità visiva quando ormai il deficit è marcato e il danno al nervo ottico è in fase avanzata, in quanto la visione centrale è l’ultima a essere colpita.

Quando ci si rende conto delle difficoltà visive, il danno al nervo ottico è già avvenuto: per questo viene chiamato il “ladro silenzioso della vista”.

Per questi motivi si consiglia di sottoporsi periodicamente a visite di controllo, soprattutto al compimento dei 40 anni, per poter effettuare eventualmente una terapia adeguata, in quanto il glaucoma non può essere curato, ma può essere controllato se non addirittura arrestato.

Nei casi di glaucoma acuto i sintomi sono repentini e molto forti. Si presentano:

  • arrossamento dell’occhio e forte dolore;
  • calo veloce della vista;
  • aloni colorati;
  • mal di testa;
  • nausea e vomito.

Il glaucoma acuto richiede un trattamento immediato: spesso, per la somiglianza dei sintomi, gli attacchi di glaucoma acuto vengono etichettati in pronto soccorso come disturbi neurologici.

Diagnosi

Per la diagnosi di glaucoma si fa ricorso ai seguenti esami:

  • misurazione del campo visivo;
  • gonioscopia, ovvero la valutazione dell’angolo irido-corneale;
  • tonometria, con il tonometro di Goldman, il gold standard per la misurazione della pressione intraoculare, oppure con il tonometro a soffio;
  • tomografia ottica computerizzata (OCT), per scansionare il nervo ottico e lo spessore dello strato di fibre retiniche parapapillari (RNFL);
  • pachimetria corneale, per individuare il punto più sottile dello spessore della cornea.

La diagnosi precoce è fondamentale per arrestare la progressione del glaucoma, soprattutto perché i danni al nervo ottico, dati da questa patologia, non possono essere curati, ma solo fermati.

È importantissimo, quindi, richiedere gli esami in questione al proprio medico, in quanto diversi da quelli per la misurazione dell’acuità visiva: questo perché può capitare di avere una vista eccellente nella parte centrale dell’occhio, ma la visione periferica viene lentamente a mancare.

Consiglio vivamente ai pazienti con familiarità di sottoporsi a visite oculistiche periodiche annuali, proprio perché quando viene diagnosticato molto presto, è molto più semplice tenerlo sotto controllo.

Trattamenti

Con l’intento di impedire ulteriori danni al nervo ottico, inizialmente si tratta la patologia con farmaci: nello specifico si utilizzano dei particolari colliri che hanno l’intento di tenere la pressione oculare a livelli bassi.

Se la terapia non dovesse essere sufficiente, si procede con una terapia aggiuntiva, altrimenti viene trattato con la chirurgia.

Trattamento con farmaci

Generalmente si utilizzano dei colliri ad azione topica per un determinato periodo di tempo, associando la terapia a dei controlli oculistici frequenti.

I farmaci più utilizzati per la cura del glaucoma ad angolo aperto sono i betabloccanti, perché aiutano ad abbassare la pressione oculare alta, riducendo la produzione di umor acqueo.

Nel caso non si possano assumere i betabloccanti, si utilizzano gli analoghi delle prostaglandine, che invece aiutano l’umor acqueo a defluire più facilmente.

Sempre quando i betabloccanti sono controindicati per il paziente, si utilizzano farmaci simpaticomimetici, che simulano l’effetto dell’adrenalina e della noradrenalina, o inibitori dell’anidrasi carbonica, che riducono, anche questi, la produzione di umor acqueo.

Chirurgia

Per quanto riguarda i glaucomi nella fase iniziale, è stata sviluppata una nuova tecnica laser che permette di far defluire l’umor acqueo senza intaccare le strutture: questa tecnica si chiama trabeculoplastica con laser micropulsato (MLT) e può essere ripetuta diverse volte nel corso della vita.

Questo trattamento permette un miglior deflusso del liquido interno all’occhio, impedendo il danneggiamento del nervo ottico dato dall’elevata pressione intraoculare.

È una procedura ambulatoriale e questo permette al paziente di tornare a casa subito dopo il trattamento.

Nei glaucomi di entità elevata, si utilizza una tecnica chiamata ciclofotocoagulazione transclerale con G-Probe (CTCP).

Anche la CTPC è una procedura ambulatoriale e consiste nell’utilizzo di un laser che, attraverso la sclera, raggiunge il corpo ciliare, la sezione dove viene prodotto l’umor acqueo, e ne inibisce la produzione.

Nel caso tutte le precedenti tecniche dovessero essere inefficaci, si ricorre ad un intervento chirurgico mini-invasivo applicando uno stent, chiamato XEN Gel, che permette al fluido presente dentro l’occhio di defluire più agilmente.

Lo stent è un piccolo tubicino in gel che viene posizionato nel reticolo trabecolare, creando un tunnel per il passaggio del fluido nello spazio sottocongiuntivale.

Per quanto riguarda, invece, il glaucoma acuto si utilizza una tecnica chiamata iridotomia con Yag Laser, un trattamento con laser profilattico, che può risolvere definitivamente la predisposizione agli attacchi di questa patologia.

Le soluzioni esistono e sono possibili, ma è fondamentale sottoporsi a una visita oculistica per monitorare sempre lo stato di salute dei propri occhi: non solo per prevenire il glaucoma, ma per poter intervenire tempestivamente in caso di conferma della diagnosi.

Un colloquio in prima persona permette al medico di decidere il trattamento migliore ed esporre i rischi, i vantaggi e togliere tutti i dubbi: per questo consiglio sempre di fare tutte le domande possibili ad ogni visita specialistica, per sapere e poter affrontare con serenità i possibili interventi a cui ci si deve sottoporre.

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