dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Occhio secco: riconoscere i sintomi, scoprire le soluzioni

Sindrome dell'occhio secco: 1 italiano su 5 ne soffre senza saperlo. Scopri se ti riconosci nei sintomi e il rimedio più efficace: la luce pulsata IRPL.
sindrome occhio secco

Partiamo da un dato numerico, molto importante: la sindrome dell’occhio secco è una patologia altamente diffusa; solo in Italia, ne soffre il 20% della popolazione, con un incremento dei sintomi proporzionale all’invecchiamento.

Questo significa che 1 persona su 5 soffre di occhio secco.

Non riuscendo però a riconoscersi nei sintomi, è complesso per il paziente intuire di avere bisogno dell’aiuto di un medico oculista, ed intervenire in modo efficace per risolverlo.

Nonostante la sua altissima diffusione nella popolazione, molti dei pazienti affetti dalla sindrome dell’occhio secco, associano la secchezza e la stanchezza oculare esclusivamente al proprio stile di vita, come l’utilizzo eccessivo di computer e schermi.

Prima di procedere, è utile comprendere anche come funziona l’apparato lacrimale.

L’occhio è costantemente ricoperto da una struttura liquida, definita film lacrimale, o più semplicemente lacrime.
Esse lubrificano il bulbo oculare, mantenendolo pulito e protetto da eventuali infezioni.

Le lacrime sono composte da acqua, oli, muco, proteine e sale: ognuno di questi elementi è prodotto da diverse ghiandole localizzate nell’occhio.

Se il film lacrimale non è sufficiente, o la sua qualità è compromessa, l’occhio può essere soggetto alla sindrome dell’occhio secco.

La sindrome dell’occhio secco non va sottovalutata perché determina a tutti gli effetti un disturbo della vista; può anche essere sintomo di altre malattie e, se ignorato, può portare a complicazioni.

Questo articolo serve proprio per prendere coscienza della sindrome dell’occhio secco, riconoscersi nei sintomi, e – una volta compreso di essere in quel 20% degli italiani che ne soffrono – avere gli strumenti per intraprende un iter terapeutico efficace.

Una cura efficace infatti è in grado di migliorare i sintomi e la qualità della vista e, quindi, della vita del paziente.

Nel 2008 e nel 2011, due mie pubblicazioni scientifiche hanno contribuito alla letteratura internazionale confermando come la correzione farmacologica dell’iper-osmolarità migliori i sintomi dei pazienti affetti da occhio secco.

Sindrome dell’occhio secco

Si parla di sindrome dell’occhio secco quando:

  • la produzione lacrimale è bassa;
  • le lacrime evaporano eccessivamente;
  • la loro qualità fisiologica è alterata.

È facilmente riconoscibile e curabile da un oculista esperto, ma è importante ottenere una diagnosi precoce – appena si presentano i primi sintomi – perché ignorarli può portare a una secchezza oculare molto importante e a degenerazioni, come, ad esempio, la cheratocongiuntivite secca.

Focalizziamoci adesso sui sintomi più comuni.

Occhio secco: sintomi

Normalmente, la sindrome dell’occhio secco si manifesta contemporaneamente su entrambi gli occhi.

In genere si verificano questi sintomi:

  • secrezioni e crosticine oculari;
  • occhi “sabbiosi” (occhio impastato);
  • sensazione di un corpo estraneo nell’occhio e bruciore;
  • secchezza oculare;
  • fotofobia: percezione di fastidio causato da luce intensa (sole) o, dalle sorgenti luminose al buio (fari delle auto alla guida);
  • blefarospasmo, ovvero il battito delle ciglia diventa sempre più frequente fino alla chiusura parziale della palpebra, che si verifica in modo persistente;
  • visione ridotta: difficoltà a leggere da uno schermo, guidare di notte, guardare la televisione;
  • difficoltà a utilizzare le lenti a contatto, anche quelle consigliate per l’occhio secco;
  • infezioni ricorrenti;
  • calazio, ovvero la cisti nella palpebra;
  • lacrimazione eccessiva;
  • annebbiamento visivo.

L’occhio che lacrima può sembrare un controsenso, ma è la risposta automatica del nostro organismo che, notando la disfunzione, cerca di compensare, producendo più lacrime del necessario.

È importante verificare se si presenta qualcuno di questi sintomi: occhio secco, sindrome di Sjögren e altre malattie, possono essere scoperte con una visita oculistica dettagliata, che permette al medico di indirizzare il paziente verso la cura più adeguata.

Occhio secco: cause

L’80% dei casi di sindrome dell’occhio secco sono originati dalla disfunzione delle Ghiandole di Meibomio (MGD in inglese), responsabili della produzione dello strato lipidico del film lacrimale.

Le principali cause riscontrate finora sono:

  • la composizione individuale del film lacrimale e della cornea;
  • la forma delle palpebre;
  • l’abuso delle lenti a contatto;
  • un utilizzo elevato di PC e smartphone;
  • le allergie;
  • l’uso di farmaci (quali immunosoppressori, decongestionanti, antistaminici, diuretici, antidepressivi, betabloccanti, farmaci per le malattie cardiache e per il trattamento delle ulcere);
  • la co-esistenza di malattie autoimmuni (come la sclerodermia);
  • un’alimentazione scorretta;
  • il tabagismo;
  • l’età e il sesso (le donne in post-menopausa hanno più probabilità di sviluppare l’occhio secco per via dei cambiamenti ormonali);
  • gli effetti climatici ed ambientali (come, ad esempio, l’inquinamento o l’esposizione persistente al fumo).

Tipologie di occhio secco

occhio secco

La sindrome da occhio secco può essere classificata in 3 tipologie che differiscono anche per la strategia terapeutica da intraprendere per migliorarne definitivamente i sintomi:

  • evaporativa o da deficienza lipidica;
  • da deficienza muco-acquosa;
    • Sjögren;
    • non-Sjögren;
  • mista.

Occhio secco: forma evaporativa

La forma evaporativa si sviluppa a seguito della disfunzione delle ghiandole di Meibomio e a una difficoltà di apertura delle palpebre: è in assoluto la più comune.

Queste ghiandole producono lo strato lipidico che protegge lo strato acquoso delle lacrime, creando un rivestimento che ne impedisce l’evaporazione.

Occhio secco: forma da deficienza muco-acquosa

La forma da deficienza muco-acquosa si divide, invece, tra quella derivata dalla:

  • sindrome di Sjögren;
  • non-Sjögren.

Sindrome da occhio secco di Sjögren

La sindrome dell’occhio secco può essere legata alla sindrome di Sjögren, una patologia autoimmune che attacca le ghiandole lacrimali e salivali.

Queste vengono infiltrate da linfociti T-attivati, causando la perdita di cellule ghiandolari, provocando secchezza all’occhio e alla bocca.

Quando la malattia si presenta in modo isolato – ovvero senza essere dovuta ad altre malattie – si parla di sindrome di Sjögren primaria; quando invece si presenta a seguito di altre patologie, si parla di sindrome di Sjögren secondaria o non-Sjogren.

Sindrome da occhio secco non-Sjögren

In questo caso la sindrome da occhio secco è associata ad altre malattie autoimmuni come possono essere:

  • il lupus eritematoso sistemico;
  • l’artrite reumatoide;
  • la sclerodermia,

ma i casi sono rari.

Comporta sempre una ridotta lacrimazione, ma può essere dovuta a ostruzioni del dotto lacrimale, dal blocco del riflesso lacrimale e da farmaci per la cura di malattie sistemiche.

Come dice il nome stesso, non è legata alla sindrome di Sjögren, ma a malattie autoimmuni o all’avanzare dell’età.

Sindrome occhio secco: i fattori di rischio

Il rischio di contrarre la sindrome da occhio secco è più alto se il paziente ha una (o più) delle seguenti patologie:

  • blefarite: l’infiammazione delle palpebre può bloccare le ghiandole di Meibomio responsabili della produzione della parte lipidica del film lacrimale;
  • congiuntivite allergica: la congiuntiva si infiamma come conseguenza di una reazione allergica;
  • artrite reumatoide: infiammazione che colpisce varie parti del corpo, inclusi occhi, pelle e giunture;
  • lupus: il sistema immunitario attacca i tessuti dell’ospite, inclusi i vasi sanguigni;
  • sclerodermia: ispessimento della pelle;
  • paralisi di Bell: un lato della faccia rimane paralizzato;
  • HIV.

Sindrome da occhio secco: patologie correlate

La sindrome da occhio secco, se non trattata efficacemente può favorire la comparsa di altre patologie piuttosto fastidiose:

  • congiuntivite:
    la congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva, la membrana trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio (la sclera) e la superficie interna delle palpebre. È una patologia oculare molto comune e spesso condivide i suoi sintomi con la sindrome dell’occhio secco;
  • infiammazione della cornea:
    se la sindrome dell’occhio secco non viene curata o – peggio – non risponde alle cure, può arrivare a danneggiare la superficie della cornea. Questi danni rendono la cornea suscettibile a infezioni e ulcerazioni, condizioni che possono provocare un peggioramento della vista.

La diagnosi della sindrome da occhio secco

vista nitida da lontantovista con astigmatismo

La visita oculistica è il primo, fondamentale, passo per una corretta diagnosi e classificazione.

Nei casi in cui si sospetti la presenza di sindrome dell’occhio secco, il paziente viene sottoposto ad alcuni test specifici:

  • il test NIAvg BUT (per valutare il tempo di rottura del film lacrimale tra un ammiccamento e il successivo);
  • misurazione dell’osmoralità del film lacrimale (TearLab);
  • meibografia (per studiare le ghiandole di Meimobio);
  • test di Schirmer (per esaminare il quantitativo di lacrime);
  • colorazione con fluoresceina e lissamina verde della superficie oculare (per identificare eventuali rotture delle giunzioni cellulari e la presenza di cellule morte).

Questi test sono assolutamente non invasivi e permettono di comprendere con certezza quale scelta adoperare.

Occhio secco: rimedi

Vi sono diversi modi per curare la sindrome dell’occhio secco: nella fase iniziale vengono prescritti gel oftalmici o colliri lubrificanti e si sospende l’utilizzo delle lenti a contatto; inoltre si consiglia un aumento del consumo di frutta, verdura e cibi contenenti Omega 3, di smettere di fumare, di limitare l’uso di caffè, di alcolici e gli sforzi oculari, come la lettura e l’utilizzo prolungato del computer.

L’abuso di lacrime artificiali con conservanti, tuttavia, può portare a cheratiti e congiuntiviti: come sempre, il caso va valutato dal medico oculista, per questo sconsiglio fortemente l’utilizzo di lacrime artificiali senza prima aver effettuato una visita medica.

Lo sforzo della ricerca scientifica moderna sulla sindrome dell’occhio secco consiste nell’identificare quali delle innumerevoli molecole subiscano alterazioni significative al fine di identificare il “target” per la diagnosi e conseguentemente per la terapia.

L’obiettivo principale della terapia deve essere quello di cercare il ripristino dell’omeostasi del film lacrimale, cercando di rompere il “circolo vizioso” che caratterizza questo disturbo.

Rimedi forma evaporativa

Oggi siamo in grado di stimolare e ripristinare la funzione secretiva delle ghiandole di Meibomio con apparecchiature sofisticate come la luce pulsata (IRPL, intensed regulated pulsed light) o il LipiFlow®, che emettendo energia terapeutica, riattiva le ghiandole stesse.

Rimedi forma da deficienza muco-acquosa

Purtroppo, allo stato attuale non sono disponibili in Europa e Stati Uniti sostanze in grado di aumentare la produzione muco-acquosa (secretagoghi topici).

In realtà, recentemente è stato introdotto nel mercato un nuovo dispositivo chiamato True Tear®, nato al fine di stimolare la produzione lacrimale utilizzando la neuro-stimolazione elettrica endo-nasale.

In entrambe le forme è cruciale la gestione dell’infiammazione mediante molecole somministrate in collirio (cortisone, ciclosporina e siero autologo) o per via generale (compresse orali di doxiciclina).

Occhio secco: il trattamento della luce pulsata IRPL

La luce pulsata o IRPL (dall’inglese Intense Regulated Pulsed Light) è un’innovazione tecnologica nel campo della cura dell’occhio secco.

Attraverso l’utilizzo di una luce pulsata policromatica, si stimolano le ghiandole del Meibomio con il calore, permettendo loro di riprendere le loro funzioni perdute.

Viene trasferito del calore sulle ghiandole, posizionando un gel sulle palpebre e utilizzando diversi flash di luce pulsata. Le sedute durano pochi minuti ed il trattamento è indolore: i risultati effettivi si notano già dopo la seconda seduta.

La luce pulsata non è rischiosa e non comporta cicatrici o effetti collaterali: è completamente sicura e il trattamento richiede pochi minuti di tempo.

I sintomi fastidiosi dei pazienti si riducono molto rapidamente ed i sintomi infiammatori risultano controllati dopo poche settimane.

Le sedute sono 3 o 4 e, da protocollo, hanno una scadenza ben precisa. In genere, al paziente viene richiesta una seduta (un trattamento) di mantenimento ad un anno di distanza.

L’efficacia riscontrata negli studi clinici è del 85% dei casi, e gli effetti vengono considerati durevoli poiché il 60% dei pazienti ha beneficio oltre i 3 anni dall’inizio del trattamento.

Quanto costa il trattamento di Luce Pulsata IRPL?

Nel mio studio oculistico di Milano, metto a disposizione dei mei pazienti il trattamento di luce pulsata.

Il costo complessivo è di 900€. È possibile dilazionare il pagamento in 4 rate a 0 costi e 0 interessi. In alternativa è possibile finanziare l’importo con Compass del gruppo Mediobanca.

  • 1° Colloquio: Gratis
  • Visita oculistica: 150€
  • 1a seduta: 250€
  • 2a seduta: 250€
  • 3a seduta: 250€
  • Visita di controllo dopo un mese: Gratis

Il costo comprende:

  • Prima visita oculistica con test per diagnosi occhio secco:
    • tempo di rottura del film lacrimale tra un ammiccamento ed il successivo (NIAvg BUT);
    • misurazione dell’osmolarità del film lacrimale (TearLab);
    • meibografia;
    • test di Schirmer
    • colorazione con fluoresceina e lissamina verde della superficie oculare.
  • Le sedute comprendono il trattamento risolutivo con luce pulsata IRPL, di pochi minuti, da ripetere 3 volte: la prima quando lo decideremo insieme, la seconda a 15 giorni e, la terza, a 45 giorni.
  • Una visita oculistica finale di controllo.

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