dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

L’intervento di cataratta

Intervento di cataratta: quando operarsi, come si svolge l'intervento e quanto dura il recupero post-operatorio.
intervento cataratta

La cataratta è una patologia che colpisce generalmente le persone anziane: l’unico modo per curarla è sottoponendosi all’intervento.

La trasparenza del cristallino viene a mancare, necessitando la sostituzione per permettere al paziente di vedere come prima dell’insorgenza della cataratta.

In questo articolo scopriremo in cosa consiste l’intervento di cataratta, facendo una breve introduzione sulla patologia.

Cataratta: cos’è?

Generalmente, dopo i 60 anni d’età, il cristallino del nostro occhio inizia ad opacizzarsi: questo fenomeno si chiama cataratta, una condizione associata all’invecchiamento cellulare, che non è possibile prevenire.

Esistono diversi tipi di cataratta:

  • congenita (riscontrata al primo anno di età);
  • traumatica;
  • senile (la più comune);
  • iatrogena (da farmaci o da trattamenti medici in generale);
  • secondaria.

Tutte queste forme, a parte la cataratta congenita, sono a carattere progressivo: con il tempo a capacità visiva diminuirà sempre più.

La cataratta congenita presenta diversi problemi, in quanto va operata in una fase di crescita e il potere accomodativo del cristallino si perde molto presto, una condizione che, normalmente, si verifica dopo i 50 anni, momento di insorgenza della presbiopia.

Sintomi della cataratta

Sintomi cataratta

I sintomi principali della cataratta sono:

  • l’opacizzazione della vista;
  • la percezione dei colori peggiorata;
  • la percezione delle luci come abbaglianti.

In base alla gravità dei sintomi, possiamo distinguere diverse fasi della malattia:

  • cataratta immatura o iniziale (grado 1);
  • cataratta matura (grado 2);
  • cataratta ipermatura (grado 3);
  • cataratta morgagnana o di Morgagni (grado 4 con liquefazione del corticale).

Spesso alcuni pazienti nella prima fase, dopo aver scoperto di avere la cataratta, decidono di sottoporsi alla chirurgia, in modo da poter correggere anche i difetti visivi precedenti, come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

Non vi è modo di prevenirla, ma alcuni fattori di rischio possono essere:

  • il diabete;
  • il tabagismo;
  • l’esposizione prolungata a raggi ultravioletti;
  • l’alcolismo.

Intervento di cataratta

L’intervento è l’unica soluzione per risolvere la cataratta: si svolge in regime ambulatoriale e risulta essere uno degli interventi più eseguiti in tutto il mondo.

Successivamente all’operazione si potrà tornare a casa senza problemi e senza bendaggi, seguendo le istruzioni per completare la cura.

L’intervento di cataratta prevede la rimozione del cristallino naturale opacizzato e l’inserimento di una lente intraoculare al suo posto.

Questa procedura permette la rimozione della cataratta, ma anche la correzione dei difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo.

La Femto-cataratta si avvale del laser a femtosecondi per effettuare le incisioni corneali ed eliminare il procedimento da effettuare con bisturi e taglienti: in questo modo la prestazione è migliore, permettendo un recupero più veloce ed ottimale.

La capsuloressi (l’apertura che viene eseguita per inserire la lente intraoculare) con il femtolaser, è molto precisa e controllata, permettendo un posizionamento della lente molto preciso e sicuro.

L’intervento in sé si avvale di un processo di facoemulsificazione, ovvero della dissoluzione del cristallino opacizzato, della sua rimozione e del successivo inserimento della lente intraoculare in sede.

La durata dell’intervento di cataratta è inferiore ai 20 minuti.

Le 4 fasi dell’intervento di Femtocataratta

cataratta

L’intervento di Femto-Cataratta è costituito da 4 step fondamentali:

  • incisione corneale;
  • capsuloressi (apertura circolare sulla capsula della cornea);
  • rimozione del nucleo catarattoso a seguito di facoemulsificazione;
  • impianto della lente intraoculare (IOL).

L’anestesia topica, ovvero in gocce oculari, permetterà di svolgere l’operazione in modo semplice, veloce e indolore.

Per sottoporsi all’intervento, è necessario aver effettuato una visita oculistica completa.

Quando è necessario intervenire?

In genere si sceglie di intervenire quando la cataratta non è ancora completamente formata e quando iniziano a notarsi i primi sintomi. Si opera, quindi, quando vi sono delle difficoltà nello svolgere le attività quotidiane.

Si può intervenire con questo tipo di operazione nella maggior parte dei casi: viene sconsigliato quando il risultato finale potrebbe non apportare vantaggi effettivi oppure quando il trattamento rischia di complicare altre condizioni oculari (come la retinopatia diabetica non controllata).

Considerando che la cataratta è una patologia che colpisce le persone sopra i 50 anni di età, è bene sottoporsi a delle visite oculistiche periodiche, per tenere sotto controllo lo stato dell’occhio.

In alcuni casi, l’intervento di cataratta può portare dei vantaggi anche nei pazienti affetti da glaucoma, diminuendo la pressione intraoculare.

Il recupero dopo l’intervento

Le tecniche che vengono utilizzate attualmente, permettono un recupero veloce e indolore.

Per 15 giorni circa verranno prescritti dei colliri che permetteranno la guarigione: si potrà comunque far ritorno a casa subito dopo l’operazione – in quanto si svolge in regime ambulatoriale – utilizzando però degli occhiali da sole.

Il giorno successivo bisogna recarsi nuovamente in studio per la visita di controllo, per valutare la condizione dell’occhio: se ci dovesse essere la necessità di operare entrambi gli occhi, tra il primo ed il secondo intervento passeranno 1 o 2 settimane.

Sarà anche necessario rispettare alcune semplici regole per agevolare la guarigione:

  • fare attenzione quando ci si lava i capelli;
  • evitare di andare in piscina o al mare;
  • proteggere gli occhi con degli occhiali da sole;
  • non praticare attività sportive intense;
  • non strofinarsi gli occhi.

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