dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

I sintomi del cheratocono: segnali d’allarme e possibili trattamenti

Capire i sintomi del cheratocono nel giovane è molto importante: una diagnosi precoce permette di tenerlo sotto controllo e curarlo efficacemente.
cheratocono sintomi

Il cheratocono è una malattia progressiva che si sviluppa durante l’adolescenza, trasformando la forma della cornea e inducendo un astigmatismo irregolare.

Per questo motivo, spesso viene confuso proprio per astigmatismo dal giovane che, restio a sottoporsi ad un esame refrattivo, lo ignora.

È importante che il genitore presti attenzione ai sintomi che il giovane riferisce, per poter fare una diagnosi precoce della malattia, fondamentale per contrastarla.

In questo articolo vedremo proprio i sintomi del cheratocono, entrando nel dettaglio sulla patologia e le possibili cure disponibili oggi in oftalmologia.

Che cos’è il cheratocono?

cheratocono

Il cheratocono è una patologia a carattere progressivo, contraddistinta da una lenta degenerazione della cornea.

Questa, in condizioni normali, ha la forma di un segmento di sfera: con il cheratocono tende ad allungarsi e ad assumere una forma a cono, caratteristica principale della patologia in questione.

In questa condizione, il tessuto corneale tende ad un progressivo sfiancamento, assottigliandosi sempre più ed indebolendo le sue fibre.

Spesso si presenta bilateralmente, con un occhio che tende maggiormente al peggioramento rispetto all’altro.

Insorge in adolescenza e può progredire fino a 35-40 anni, età dopo la quale si stabilizza.

Le cause di questa patologia non sono chiare, tuttavia alcuni studi hanno dimostrato una componente genetica della malattia. Altri fattori che possono comportarne la causa possono essere:

  • alcune malattie oculari (retinopatia del prematuro, retinite pigmentosa);
  • la sindrome di Down;
  • la predisposizione genetica a malattie allergiche;
  • sfregamento forte e ripetuto degli occhi.

Si possono identificare 4 stadi di cheratocono in base alla sua gravità:

  • cheratocono frusto (stadio iniziale);
  • cheratocono correggibile con occhiali da vista e lenti a contatto morbide;
  • cheratocono correggibile con lenti a contatto RGP o ibride;
  • cheratocono da trattare chirurgicamente (stadio finale).

Sintomi del cheratocono

I sintomi caratteristici del cheratocono sono:

  • visione sfuocata;
  • impossibilità di correggere il difetto visivo con occhiali;
  • astigmatismo irregolare (visione distorta);
  • elevata sensibilità alla luce;
  • difficoltà alla guida notturna (aloni);
  • mal di testa ed affaticamento visivo;
  • irritazione oculare.

La progressione della malattia, invece, prevede:

  • un aumento della miopia e dell’astigmatismo;
  • difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti da tutte le distanze;
  • un’acuità visiva inferiore durante le ore notturne;
  • opacità corneale (data da un avanzamento veloce della patologia e dalla formazione di cicatrici sulla cornea).

L’importanza di una diagnosi precoce

Considerando quanto detto, la diagnosi precoce è di vitale importanza, in quanto non vi è una cura, ma tecniche e strumenti per arrestarne la progressione.

Per questo è necessario, soprattutto in caso di familiarità con la patologia, sottoporsi a controlli periodici della vista per scongiurare eventuali complicazioni.

Durante l’esame della vista, il medico porrà delle domande sui sintomi riscontrati dal paziente: la presenza di astigmatismo irregolare viene considerato un segnale d’allarme per il cheratocono.

Gli esami per verificarne la presenza sono:

  • esame della vista (misurazione del visus);
  • topografia corneale;
  • esame con lampada a fessura;
  • pachimetria corneale;
  • cheratometria.

È possibile sottoporsi a questi esami prenotando un check-up refrattivo, utile anche a verificare la presenza di patologie oculari e la candidabilità alla chirurgia per la correzione dei difetti visivi.

Possibili trattamenti

cheratocono cause

Ad oggi non è disponibile una cura per il cheratocono, ma esistono dei trattamenti che ne rallentano la progressione, in alcuni casi anche permanentemente: le soluzioni, comunque, variano in base allo stadio della patologia.

Sarà fondamentale la collaborazione del paziente una volta diagnosticata la patologia, che dovrà evitare tutta una serie di comportamenti che possono aggravare la condizione, come:

  • utilizzare lenti a contatto in modo scorretto;
  • strofinare gli occhi spesso e con forza.

Detto questo, i trattamenti disponibili per la cura del cheratocono sono:

  • occhiali da vista (con la possibilità di modificare la gradazione frequentemente);
  • lenti a contatto personalizzate;
  • Cross-Linking corneale;
  • cheratoplastica.

Lenti a contatto personalizzate

Le lenti a contatto per il cheratocono sono personalizzate in base alla configurazione corneale del paziente, in quanto le lenti a contatto morbide classiche creano discomfort e scarsa acutezza visiva nel soggetto.

Possono essere semi-rigide o ibride e vanno ricalibrate quando la forma a cono della cornea si accentua ulteriormente.

Vengono utilizzate negli stadi intermedi della patologia, quando gli occhiali non riescono a correggere l’astigmatismo irregolare che la caratterizza.

Cross-Linking corneale

cheratocono cross-linking

Il Cross-Linking corneale è una procedura ambulatoriale che incentiva la formazione di nuovi legami nel tessuto corneale.

Il procedimento consiste nell’installazione per 30 minuti di un collirio chiamato riboflavina e successiva irradiazione a basso dosaggio di raggi ultravioletti.

Esistono 3 metodi attualmente:

  • con asportazione meccanica dell’epitelio corneale (CLX epi-off);
  • senza asportazione dell’epitelio corneale (CLX epi-on);
  • senza asportazione dell’epitelio corneale e con instillazione di riboflavina con iontoforesi per 5 minuti (CLX-ionto).

Nei giorni successivi al trattamento sarà possibile avvertire una sensazione di corpo estraneo: i risultati effettivi saranno percepibili, purtroppo, dopo mesi, se non anni, in quanto la formazione dei nuovi legami nel tessuto corneale richiede del tempo.

Può essere utilizzato in tutte le fasi del cheratocono, ad eccezione fatta per le cornee troppo sottili verificate con pachimetria: in questo caso l’unica soluzione è il trapianto di cornea.

Cheratoplastica

La cheratoplastica (o trapianto di cornea) è il trattamento riservato ai pazienti all’ultimo o penultimo stadio del cheratocono.

Viene utilizzato quando il paziente non ottiene beneficio dal Cross-Linking corneale e non riesce più a vedere con le lenti a contatto personalizzate.

Esistono due procedure principali:

  • cheratoplastica lamellare;
  • cheratoplastica perforante.

Cheratoplastica lamellare

La cheratoplastica lamellare interviene solo sullo strato della cornea che necessita la sostituzione, con una procedura:

  • più veloce;
  • ambulatoriale;
  • meno invasiva;
  • che non interviene sul bulbo oculare.

Cheratoplastica perforante

La cheratoplastica perforante è invece un intervento più invasivo ed utilizzato solo nei casi avanzati ed estremamente gravi, in cui la cornea viene sostituita nella sua totalità.

Per approfondire l’argomento ulteriormente vi invito a leggere questo articolo, dedicato alle 10 domande più frequenti sul cheratocono.

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