

L’astigmatismo è una condizione in cui il paziente non riesce a vedere adeguatamente né da lontano né da vicino, in quanto le immagini vengono suddivise in 2 linee focali che non cadono direttamente sulla retina.
Molto spesso, i pazienti astigmatici non si accorgono di vedere sfocato, ma in genere tendono a stancarsi dopo una prolungata attività da vicino, come l’utilizzo del PC, dello smartphone o la lettura.
L’astigmatismo
L’astigmatismo è un difetto visivo caratterizzato dalla difficoltà di mettere a fuoco correttamente sia gli oggetti vicini che quelli lontani, causato da una curvatura irregolare della cornea o del cristallino.
Questa irregolarità provoca una distorsione delle immagini, che appaiono sfocate o distorte, poiché i raggi di luce non convergono correttamente sulla retina.
Ma cosa significa, dunque, astigmatico? È un termine utilizzato per descrivere una persona affetta da astigmatismo, un difetto visivo che causa difficoltà nella messa a fuoco.
I sintomi dell’astigmatismo
Il sintomo tipico dell’astigmatismo è la visione sfocata sia da lontano che da vicino, che, nei casi più gravi, può portare a vedere le immagini sdoppiate o deformi.
Altri sintomi correlati allo sforzo di messa a fuoco delle immagini sono:
- stanchezza oculare;
- fastidio, bruciore e dolore agli occhi;
- mal di testa frequenti.
Astigmatismo e visione notturna
Una delle difficoltà più comuni associate all’astigmatismo riguarda la visione notturna.
Le persone astigmatiche, in condizioni di scarsa illuminazione, specialmente durante la guida notturna, possono sperimentare:
- un aumento della distorsione visiva;
- aloni attorno alle luci;
- bagliori;
- difficoltà a mettere a fuoco oggetti lontani.
Questo accade perché la dilatazione della pupilla nelle ore serali accentua le irregolarità della cornea, amplificando la deviazione dei raggi luminosi.
Le cause dell’astigmatismo

Sono numerosi i fattori che possono causare l’astigmatismo; tra questi si annoverano:
- ereditarietà del difetto visivo;
- traumi, lesioni, infezioni;
- cheratocono, patologia progressiva che colpisce la cornea durante l’adolescenza o giovane età;
- la cataratta, in cui il cristallino tende ad opacizzarsi e deformarsi;
- la sindrome dell’occhio secco;
- lo sfregamento costante degli occhi, che può causare danni alla cornea e conseguente astigmatismo;
Esiste, inoltre, un astigmatismo fisiologico, tra le 0,50 e le 0,75 diottrie, che è comune e spesso non dà luogo a difetti visivi, in quanto viene compensato naturalmente dal potere accomodativo del cristallino.
Le tipologie di astigmatismo
L’astigmatismo può essere classificato in base a diversi criteri, tra cui l’intensità del difetto, la struttura coinvolta e il modo in cui la luce si focalizza sulla retina.
In base alla gravità
In relazione alle diottrie presenti, l’astigmatismo può essere:
- lieve, fino a 1 diottria;
- moderato, tra 1 e 2 diottrie;
- grave, oltre le 2 diottrie.
Le forme più elevate sono spesso congenite e possono subire leggere variazioni nel tempo.
In base alla struttura coinvolta
A seconda dell’origine del difetto, si distingue tra:
- astigmatismo corneale, il più frequente, causato da una curvatura irregolare della cornea;
- astigmatismo lenticolare, più raro, dovuto ad alterazioni del cristallino.
In base alla posizione delle linee focali
Quando le linee focali non cadono correttamente sulla retina, si parla di:
- astigmatismo miopico, se una o entrambe le linee si formano davanti alla retina;
- astigmatismo ipermetropico, se si formano dietro la retina;
- astigmatismo misto, quando una linea si forma davanti e l’altra dietro, causando visione sfocata sia da vicino sia da lontano.
In base all’orientamento
Un’ulteriore distinzione riguarda l’orientamento del meridiano più curvo:
- secondo regola, il più comune, quando il meridiano più curvo è verticale;
- contro regola, quando è orizzontale;
- obliquo, quando non è né verticale né orizzontale.
Si parla infine di astigmatismo regolare quando i meridiani principali sono perpendicolari tra loro, e di astigmatismo irregolare quando non lo sono.
Quest’ultimo può essere associato a condizioni come il cheratocono, una patologia progressiva che altera la forma della cornea.
Astigmatismo corneale o lenticolare
In base all’anomalia che determina questo difetto visivo, possiamo parlare di:
- astigmatismo corneale, in cui la deviazione delle linee focali è causata da una deformazione della cornea;
- astigmatismo interno o lenticolare (più raro), conseguente ad alterazioni delle strutture interne all’occhio, come il cristallino.
Astigmatismo miopico, ipermetropico e misto
Come abbiamo accennato prima, la messa a fuoco è possibile solo se le due linee focali cadono esattamente sulla retina.
Nel caso in cui una o entrambe non cadano esattamente sulla retina, si verranno a creare delle condizioni simili a quelle causate da miopia e ipermetropia.
Pertanto, avremo un:
- astigmatismo miopico, in cui una o entrambe le linee focali sono messe a fuoco davanti alla retina;
- astigmatismo ipermetropico, in cui una o entrambe le linee focali sono messe a fuoco dietro alla retina;
- astigmatismo misto: le due linee focali create dall’occhio non cadono entrambe sulla retina, ma una si forma davanti alla retina (come nella miopia) e l’altra dietro la retina (come nell’ipermetropia). Questo causa difficoltà nella visione sia da lontano che da vicino, con immagini sfocate e distorte.
Riconoscere la tipologia di astigmatismo risulta essere fondamentale per la creazione dei supporti correttivi (occhiali e lenti a contatto) o per pianificare esattamente la correzione da eseguire con la chirurgia refrattiva.
Astigmatismo contro regola, secondo regola e obliquo
Un’ulteriore classificazione si basa sulla misurazione del meridiano più curvo.
A questo proposito si parlerà di:
- astigmatismo secondo regola, il più diffuso, in cui il meridiano più curvo è tra i verticali (compreso tra 60° e 120°);
- astigmatismo contro regola, in cui il meridiano curvo è tra gli orizzontali (tra 0° – 30° e 150°- 180°);
- astigmatismo obliquo, quando gli assi non risultano essere né orizzontali né verticali (compresi tra 30°- 60° e 120°- 150°).
Astigmatismo regolare o irregolare
L’astigmatismo risulta essere regolare quando l’angolo tra i meridiani è uguale ai 90°, pertanto sullo stesso meridiano la curvatura risulterà essere sempre la stessa.
Si parla invece di astigmatismo irregolare quando l’angolo tra i due meridiani è diverso dai 90° e i raggi rifratti convergono in numerosi punti: questa particolare condizione suggerisce la presenza del cheratocono, una patologia a carattere progressivo in cui la cornea assume la forma di un cono, portando in alcuni casi anche a serie compromissioni della vista.
L’astigmatismo nei bambini
L’astigmatismo può manifestarsi fin dalla prima infanzia e, se non diagnosticato tempestivamente, può interferire con lo sviluppo visivo del bambino. Spesso i piccoli pazienti non riescono a segnalare i sintomi con chiarezza, motivo per cui è fondamentale sottoporli a visite oculistiche periodiche già dai primi anni di vita.
Un astigmatismo non corretto può portare a difficoltà nella lettura, scarso rendimento scolastico e, nei casi più gravi, allo sviluppo dell’ambliopia (occhio pigro).
Diagnosi di astigmatismo
La diagnosi di astigmatismo avviene attraverso una visita oculistica completa, durante la quale vengono utilizzati strumenti specifici per misurare la curvatura della cornea e l’eventuale presenza di difetti refrattivi.
Tra gli strumenti impiegati ci sono l’autorefrattometro, che fornisce una prima valutazione del difetto visivo, il cheratometro e la topografia corneale, utili per analizzare in dettaglio la forma e le irregolarità della cornea.
Il forottero consente, invece, una misurazione soggettiva precisa, permettendo all’oculista di determinare la correzione ottimale da prescrivere con lenti o occhiali.
La correzione dell’astigmatismo
In generale, l’astigmatismo si corregge con occhiali e lenti a contatto che, sfruttando l’effetto ottico di lenti cilindriche positive o negative, permettono di deviare le immagini sul piano retinico.
Tuttavia, l’unica soluzione per risolvere in modo definitivo questa ametropia è sottoporsi ad un trattamento di chirurgia refrattiva, come la FemtoLasik, allo scopo di rimodellare il profilo corneale.
Questo trattamento, che sfrutta la precisione del laser a femtosecondi e del laser ad eccimeri, permette di trattare gli occhi nella stessa seduta e in pochi minuti.
L’intervento può essere effettuato, salvo in rari casi, dopo i 18 anni e il difetto visivo deve essere stabile (ovvero non subire variazioni) da almeno un anno.
Il grande vantaggio di questa metodica è il recupero post-operatorio, che risulta essere rapido e indolore (così come il trattamento, effettuato con gocce anestetizzanti): il miglioramento della vista è, infine, tangibile già dal giorno dopo l’operazione.


