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dr. Gaspare Monaco

Responsabile dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Policlinico San Donato.

Gli anelli intrastromali: il trattamento per il cheratocono lieve/moderato

Gli anelli intrastromali sono dispositivi mini invasivi progettati per trattare forme lievi e moderate di cheratocono.
anelli intrastromali milano

Gli anelli intrastromali (Intrastromal Corneal Ring Segments, abbreviati in ICRS) sono dispositivi mini invasivi progettati per trattare forme lievi e moderate di cheratocono.

Inseriti nello stroma, modificano la curvatura corneale, regolarizzando la forma e migliorando la rifrazione.

Gli anelli intrastromali

anelli intrastromali

Gli anelli intrastromali sono segmenti semicircolari trasparenti in polimetilmetacrilato.

Si inseriscono fra gli strati della cornea per:

  • rimodellare la curvatura corneale, riducendo la prominenza del cono;
  • migliorare la qualità visiva, riducendo l’astigmatismo irregolare;
  • agire come rinforzo meccanico senza asportare tessuto, mantenendo la reversibilità.

Esistono diversi modelli tra cui Intacs Keraring e, più recentemente, anelli allogenici in tessuto corneale da donatore .

Le indicazione all’impianto degli anelli intrastromali

Gli anelli intrastromali sono indicati nei casi di cheratocono precoce-moderato (stadi I‑III) con spessore corneale adeguato (>400 µm), privilegiando pazienti:

  • tra 20 e 30 anni, con malattia stabile o lieve progressione;
  • con forte miopia/astigmatismo refrattivo, ma cornea non ancora severamente compromessa;
  • che desiderano migliorare la tolleranza a occhiali e lenti a contatto.

Gli anelli intrastromali possono inoltre essere utilizzati in pazienti non affetti da cheratocono, ma che presentano una curvatura corneale irregolare. Anche in questi casi selezionati la curvatura può migliorare con l’impianto degli anelli.

Controindicazioni al trattamento

Gli anelli intrastromali sono, invece, controindicati in presenza di:

  • cicatrici corneali;
  • sottile spessore stromale (< 400 µm);
  • infezioni oculari attive o infiammazioni;
  • patologie sistemiche che controindichino procedure chirurgiche.

Gli obiettivi dell’impianto degli anelli intrastromali

Gli anelli intrastromali non offrono una cura definitiva per il cheratocono, ma rappresentano un’opzione terapeutica efficace per gestire l’utilizzo di occhiali e lenti a contatto con questa patologia.

Il loro scopo è rimodellare la curvatura corneale: questa azione permette di rendere la superficie della cornea più regolare, migliorando così la qualità della visione.

Grazie a questo rimodellamento, si ottiene una riduzione significativa dell’astigmatismo irregolare, con un miglioramento della nitidezza visiva e della percezione dei dettagli.

Un altro effetto importante riguarda la possibilità di tornare a utilizzare le lenti a contatto, spesso mal tollerate: la cornea più stabile consente infatti un miglior adattamento.

Un ulteriore vantaggio della procedura è la reversibilità: in caso di complicanze, risultati insoddisfacenti o cambiamenti nelle esigenze refrattive del paziente, gli anelli possono essere rimossi in modo sicuro.

La tecnica chirurgica

L’intervento di impianto degli anelli intrastromali viene generalmente eseguito in anestesia topica, utilizzando semplici gocce anestetiche.

La procedura è rapida, minimamente invasiva e si svolge in regime ambulatoriale.

Dopo un’attenta pianificazione preoperatoria basata sulla topografia corneale, si procede con la creazione di un tunnel nello stroma corneale, che può essere eseguita manualmente o, più frequentemente, con l’ausilio di un laser a femtosecondi, che garantisce una maggiore precisione.

Successivamente, viene effettuata l’inserzione di uno o due segmenti, scelti in base allo spessore, alla lunghezza e alla posizione ottimale per correggere la curvatura anomala della cornea.

Una volta posizionati correttamente gli anelli, si effettua un controllo intra-operatorio della loro stabilità, seguito dalla chiusura della microincisione, che in molti casi non richiede nemmeno punti di sutura.

L’intera procedura dura circa 10–15 minuti per occhio e il paziente può tornare a casa il giorno stesso.

I risultati clinici degli anelli intrastromali

Gli studi documentano miglioramenti significativi:

  • visus non corretto e corretto migliorati in gran parte dei pazienti a 12‑24 mesi;
  • riduzione di miopia e astigmatismo;
  • stabilizzazione della forma corneale, con effetti mantenuti anche a 5 anni in studi a lungo termine;
  • l’integrazione con cross‑linking migliora risultati e stabilità, riducendo la progressione.

Complicazioni e limiti

Sebbene sicura, la procedura può presentare alcune complicazioni, in particolare:

  • migrazione o estrusione del segmento (fino al 40 % entro il primo anno);
  • visione disturbata in caso di posizionamento errato, che necessita rimozione;
  • infezioni, perforazioni o infezioni intrastromali, rare ma possibili;
  • sensibilità a infezioni post-operatorie che in alcuni casi evolvono in neovascolarizzazioni

(Fonte: PubMed Central)

Fattori predittivi negativi comprendono cornea sottile (<437 µm) o miopia severa (>8 D).

In questi casi, sono da valutare con cautela o vanno prese in considerazione alternative come il trapianto lamellare.

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