dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Prk: le 5 differenze più importanti con la Lasik

Lasik o Prk? Le 5 differenze da sapere prima di prenotare la visita oculistica sono: procedura, conformazione dell'occhio, tempi di recupero, dolore e costo.
lasik o prk

Se hai aperto questo articolo, probabilmente hai già letto tanto sulla chirurgia refrattiva e sai che è la soluzione più sicura, affidabile e efficace per la correzione del tuo difetto visivo, ma ti è rimasta ancora un’ultima curiosità: PRK o Lasik?

Questo articolo nasce sia per chiarire le differenze metodologiche tra queste due tecniche, sperando di indirizzarti alla soluzione più adatta alle tue esigenze, sia perché su Internet non è sempre chiaro se la fonte da cui hai attinto l’informazione sia attendibile e sicura: avere le risposte che cerchi, direttamente da un medico oculista, può aiutarti a scegliere con più serenità.

Ricorda però che solo una visita oculista dettagliata può darti tutte le risposte che cerchi.

Come ormai sai, la chirurgia refrattiva è una pratica che consiste nella correzione dei difetti visivi quali:

  • la miopia;
  • l’ipermetropia;
  • l’astigmatismo;
  • la presbiopia.

Vi sono diversi trattamenti, ma i principali sono la Lasik e la PRK, che sfruttano la tecnologia del laser ad eccimeri per correggere la vista in modo definitivo.

Altre tecniche come l’impianto di lenti fachiche o pseudo-fachiche, sono indirizzate ai pazienti che hanno problemi di vista elevati.

Iniziamo introducendo brevemente cosa cura la chirurgia refrattiva, per poi passare nel dettaglio alle differenze tra Lasik e PRK.

Quali difetti visivi si possono curare?

Lasik Prk differenze

L’operazione laser agli occhi può essere utilizzata per curare tutti i difetti visivi.

Le differenze di trattamento sono legate principalmente alla tipologia e alla gravità del difetto che si va a correggere.

È possibile intervenire con PRK o Lasik nei casi di:

  • miopia lieve e moderata;
  • presbiopia.
  • ipermetropia lieve e moderata;
  • astigmatismo lieve, moderato ed elevato;

Vi sono dei casi però che non prevedono l’utilizzo del laser ad eccimeri, ma l’impianto di una lente fachica, o pseudo fachica, dietro l’iride.
Questo nel caso in cui il paziente sia:

  • miope elevato;
  • compresenza di presbiopia e ipermetropia elevata;
  • interventi precedenti di cheratototmia radiale o cheratoplastica perforante (lente pseudo fachica).

La scelta principale, nella maggior parte dei casi, ricade sulla Lasik o Femto Lasik oppure, per alcune situazioni corneali particolari, si ricorre alla PRK.

L’età minima per sottoporsi all’intervento dipende dal difetto visivo, che deve essere necessariamente stabile da almeno un anno. Si può effettuare a:

  • 25 anni in caso di miopia;
  • 18 anni in caso di astigmatismo;
  • 18 anni in caso di ipermetropia;
  • 45 anni in caso di presbiopia.

Ora che abbiamo una visione generale, vediamo insieme nello specifico in cosa consistono le due chirurgie e quali sono le differenze.

La PRK

La PRK permette di correggere la miopia: ipermetropia, astigmatismo e la presbiopia solo in rari casi.

Acronimo di “Photo Refractive Keratectomy“, è una tecnica che prevede l’utilizzo del solo laser ad eccimeri per rimuovere piccolissime parti di tessuto dallo stroma corneale tramite ablazione (un solo laser richiesto).

Questa tecnica viene effettuata ormai solo in pazienti con cornee sottili.

La Lasik

La Lasik, come abbiamo detto prima, permette di correggere miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia.

Lasik sta per “Laser-ASsisted In situ Keratomileusis“, una tecnica mista che prevede oltre all’utilizzo del laser ad eccimeri, la creazione mediante laser a femtosecondi di un “flap corneale” per ottimizzare la correzione (combinazione di 2 differenti laser).

La Lasik viene indicata per tutti i tipi di difetti visivi, ad eccezione di quelli elevati o molto gravi, in cui l’unica soluzione in genere è l’impianto di una lente fachica o pseudo fachica.

Alcuni casi di miopia elevata possono essere trattati con la Lasik, ma vanno necessariamente valutati in studio.

PRK o LASIK: le 5 differenze

prk costo

Andiamo ora a vedere quali sono le 5 differenze che le caratterizzano.

Anche se entrambe le tecniche condividono l’utilizzo del laser ad eccimeri, le differenze risiedono principalmente:

  • nella procedura;
  • nella conformazione dell’occhio necessaria per il trattamento;
  • nei tempi di recupero;
  • nella percezione del dolore;
  • nel costo.

Procedura

Nella PRK, inizialmente il paziente viene fatto accomodare sul lettino: vengono instillate delle gocce di collirio anestetico e si utilizza un blefarostato per mantenere l’occhio aperto.

A questo punto viene rimossa la parte superficiale della cornea (l’epitelio) ed utilizzato il laser ad eccimeri per correggere la curvatura della cornea e permettere all’occhio di mettere le immagini a fuoco sulla retina.

Il laser PRK agisce direttamente sulla superficie anteriore dell’occhio, senza creare il flap corneale, una procedura tipica della Lasik.

La Lasik è, invece, una tecnica mista: prevede la creazione di un flap corneale mediante laser a femtosecondi che proteggerà la correzione sottostante, rendendola più pulita, semplice ed indolore.

A questo punto, però, va fatta una distinzione d’obbligo: si parla di Lasik quando il flap corneale viene creato in maniera meccanica, attraverso uno strumento tagliente chiamato microcheratomo; si parla di FemtoLasik, quando il flap corneale viene creato attraverso il laser a femtosecondi (non si usano taglienti), che lo rende perfetto e facilita notevolmente la guarigione.

Personalmente pratico la FemtoLasik perché è più:

  • sicura;
  • affidabile;
  • precisa.

Allo stesso modo si prepara il paziente nel lettino, tenendo aperto l’occhio con un blefarostato e applicando un collirio anestetizzante.

Successivamente si procede con la creazione del flap corneale – col microcheratomo o, come nel mio caso, con il laser a femtosecondi – e con il rimodellamento del profilo corneale con laser ad eccimeri.

Sia la Lasik che la PRK richiedono un tempo di 15 minuti per completare il procedimento su entrambi gli occhi: dopo il trattamento verrai fatto accomodare in una sala per una mezz’ora per poi ricontrollare i tuoi occhi prima di tornare a casa.

La differenza sostanziale tra le due è data dall’utilizzo del laser: nella PRK la cornea viene rimodellata direttamente nella sua superficie, mentre con la tecnica Lasik, questo avviene dopo la creazione del flap corneale.

Conformazione dell’occhio

Come già anticipato prima, la FemtoLasik viene utilizzata nella maggior parte dei casi: quando vi sono dei problemi legati alla conformazione dell’occhio e quando si presentano pazienti con cornee sottili o anomale, si utilizza la PRK.

Tempi di recupero

prk post operatorio

Una differenza molto importante è nel post operatorio: PRK e Lasik sono diverse, in quanto le loro procedure permettono dei tempi di recupero e di assestamento della vista differenti.

Per la PRK i tempi di recupero sono più lunghi: si parla di 10/15 giorni per l’attenuamento del dolore e un mese per riacquistare l’acuità visiva.

Con la PRK si può assistere, inoltre a un fenomeno chiamato haze, che consiste in una cicatrizzazione della cornea non corretta che provoca una visione opacizzata, più frequente dopo le operazioni su miopie elevate.

L’haze post PRK è prevenibile prendendosi cura del proprio occhio seguendo attentamente i consigli post operatori e grazie a un agente cicatriziale utilizzato chiamato mitomicina.

Per quanto riguarda la Lasik, invece, già dopo 3 giorni è possibile riprendere le attività quotidiane, perché il dolore post operatorio è assente: si potrà avvertire un leggero fastidio, che il più delle volte sparisce il giorno dopo l’operazione.

L’acuità visiva definitiva viene riacquisita già dopo 7 giorni, rispettando i consigli sulla guarigione consigliati.

Dolore

Al momento dell’intervento nessuno dei due trattamenti procura dolore: questo perché essendo una zona particolarmente sensibile del nostro corpo, le due procedure sono state studiate per non far soffrire il paziente in nessun modo durante l’intervento.

Per quanto riguarda, invece, i giorni successivi, la PRK risulta essere più fastidiosa e dolorosa; la Lasik, di contro, ha un decorso senza dolore, si avverte giusto un po’ di fastidio che tenda a sparire in pochissimo tempo.

Costo

Il costo è un’altra differenza degna di nota.

Tendenzialmente il costo per la Lasik è di 3.400€ per entrambi gli occhi, mentre il costo della PRK è di 2.800€, sempre per entrambi gli occhi.

Gli interventi sono convenzionati con le maggiori compagnie assicurative ed è anche possibile, in modo immediato, finanziare i costi, attraverso Compass di Gruppo MedioBanca.

Meglio PRK o Lasik?

Considerando tutti questi fattori, la scelta giusta si può fare solo dopo una approfondita visita oculistica chiamata check-up refrattivo, assolutamente necessaria per comprendere la procedura da adottare.

Dopo i test del check-up sarà possibile capire se ci si trova in presenza della sindrome dell’occhio secco o del cheratocono, che possono impedire l’esecuzione del trattamento e se lo spessore della cornea suggerisce l’utilizzo di Lasik o PRK.

Il check up refrattivo consiste in:

  • esame refrattivo, per accertare l’effettiva capacità visiva e la correzione necessaria;
  • topografia corneale, per mappare la parte anteriore e posteriore della cornea;
  • pachimetria, per la misurazione dello spessore della cornea;
  • aberrometria corneale, per verificare le alterazioni dei mezzi diottrici;
  • tomografia del segmento anteriore, per analizzare le caratteristiche della struttura dell’occhio;
  • pupillografia, per la misurazione del diametro pupillare in base a variazioni luminose;
  • tonometria, per la misurazione della pressione intraoculare;
  • tomografia ottica computerizzata (OCT) della retina, per individuare patologie dell’occhio;
  • retinoscopia, per verificare eventuali alterazioni della retina periferica.

Prima di eseguire il check up, considero corretto offrire al paziente un primo colloquio conoscitivo, in cui è possibile togliere ogni dubbio riguardo alla chirurgia e per valutare la possibilità dell’intervento.

Anche a me, talvolta, è capitato di essere un paziente, e quando mi sono trovato dall’altra parte della “barricata”, ho visto le cose con “occhi” completamente diversi: ecco perché cerco di dedicare del tempo alla relazione con i miei pazienti, perché il dialogo è il primo vero passo verso la guarigione.

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