dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Il percorso di cure per il cheratocono

La cura per il cheratocono dipende dallo stadio della patologia: dalle lenti a contatto al cross linking corneale, fino al trapianto di cornea.
cheratocono cura

Ad oggi la comunità scientifica non ha ancora trovato una cura definitiva per il cheratocono, ma si può comunque arrestare la sua progressione.

Sono 3 le cure più efficaci per il cheratocono, in base allo stadio d’evoluzione della patologia:

  • lenti a contatto;
  • cross-linking corneale;
  • trapianto di cornea.

Il cheratocono

cheratocono

La parola cheratocono deriva dal greco keratos (cornea) e konos (cono): come suggerisce il nome identifica una deformazione della cornea, che assume nel tempo la forma di un cono.

È una patologia complessa e a carattere progressivo che deve essere diagnosticata precocemente e seguita costantemente, in quanto ogni fase della malattia prevede un trattamento specifico.

La cura per il cheratocono, infatti, è diversa e deve essere applicata in base allo stadio di evoluzione del cheratocono.

Il cheratocono è una malattia rara degenerativa che porta il tessuto corneale allo sfiancamento progressivo, assottigliandosi sempre più e assumendo la forma di un cono.

1 persona su 10.000 viene colpita da questa patologia, che ha una componente ereditaria: ha un’incidenza maggiore tra i bambini e gli adolescenti.

cheratocono frusto

Generalmente il cheratocono è bilaterale, nell’85% dei casi, e nel corso degli anni può degenerare velocemente, se non viene trattato nel modo giusto o se non viene diagnosticata precocemente, mostrando un astigmatismo sempre più forte e invalidante.

Tendenzialmente, il cheratocono tende a stabilizzarsi intorno ai 40 anni e mostra, come già accennato, diversi stadi di progressione.

Gli stadi del cheratocono

vista nitida da lontantovista con cheratocono

La classificazione di Amsler-Krumeich del cheratocono designa 4 stadi fondamentali della patologia.

Stadio CheratoconoRefrazioneCurvaturaTrasparenzaPachimetria
Miopia / Astigmatismo indotto:
<5 diottrie
< 48
diottrie
No cicatrici corneali> 500 micron
Miopia / Astigmatismo indotto:
>5 diottrie
< 8 diottrie
< 53 diottrieNo cicatrici corneali> 400 micron
Miopia / Astigmatismo indotto:
>8 diottrie
< 10 diottrie
> 53 diottrieNo cicatrici corneali200 – 400 micron
Refrazione non misurabile> 55 diottrieCicatrici corneali< 200 micron

I° stadio: il cheratocono frusto

Il primo stadio prende il nome di cheratocono frusto e può essere confuso con semplice astigmatismo o miopia, in quanto la pachimetria non mostra uno spessore corneale anomalo.

L’esame in grado di identificarlo è la topografia corneale, che permette la mappatura della superficie corneale e identifica eventuali irregolarità sospette.

II° Stadio

Nel secondo stadio, invece, si manifesta un aumento di astigmatismo e miopia in modo rapido, che richiede la correzione del difetto visivo con modifiche costanti della prescrizione oculistica.

La pachimetria, in questo caso, inizia a mostrare una cornea più sottile.

III° Stadio

Il terzo stadio richiede necessariamente l’utilizzo di lenti semirigide su misura, vista la conformazione che assume la cornea: le lenti, infatti, vengono modellate in base alla curvatura corneale, in quanto gli occhiali non riescono più a correggere il difetto visivo e le lenti morbide risultano particolarmente fastidiose.

Nei primi tre stadi sopra elencati è necessario sottoporsi al trattamento di Cross-Linking, una cura per il cheratocono efficace che rafforza la struttura oculare e rallenta lo sfiancamento corneale.

IV° Stadio

I casi più gravi prevedono il trapianto di cornea da donatore: si adotta questa soluzione quando il Cross-Linking non è più attuabile e quando il paziente è gravemente ipovedente.

È, ad ogni modo, una condizione più rara.

La cura del cheratocono

cheratocono cura

Ad oggi la comunità scientifica non ha ancora trovato una cura definitiva per il cheratocono; si può comunque arrestare la sua progressione e si può intervenire in base allo stadio d’evoluzione.

La progressione della malattia è imprevedibile, per cui è molto importante tenere sotto controllo la condizione periodicamente: è fondamentale comprendere la velocità di progressione della condizione, in modo da identificare il percorso terapeutico più idoneo.

Le soluzioni al momento sono:

  • lenti a contatto o occhiali per la correzione del difetto visivo;
  • Cross-Linking corneale, negli stadi iniziali come nel cheratocono frusto o intermedi;
  • trapianto di cornea con cheratoplastica lamellare anteriore;
  • trapianto corneale da donatore con cheratoplastica perforante, solo negli stadi più avanzati.

Il trapianto corneale viene utilizzato negli stadi più avanzati di cheratocono, quando la cornea è troppo sottile ed eccessivamente curva, per cui i trattamenti meno invasivi non riescono a riprodurre i risultati attesi.

Lenti a contatto

lenti a contatto cheratocono

Le lenti a contatto in caso di cheratocono vengono create appositamente in base alla conformazione della cornea.

Nelle primissime fasi, le lenti morbide riescono a correggere l’astigmatismo senza creare fastidi, ma successivamente devono essere utilizzate lenti semirigide o ibride, in grado di aderire perfettamente alla conformazione anomala della cornea.

Cross-Linking corneale

cheratocono cross linking

Il Cross Linking corneale, al momento, è il trattamento d’elezione, perché permette di contrastare la progressione della malattia e in alcuni casi di arrestarla; può inoltre essere ripetuto diverse volte nell’arco della vita.

Il cross linking corneale irrobustisce lo stroma con lo scopo di contrastare il progressivo assottigliamento della cornea e, in alcuni casi può ridurre l’astigmatismo dato da questa condizione.

È una procedura molto semplice che consiste nell’instillazione di gocce di riboflavina nell’occhio con conseguente esposizione a raggi ultravioletti (UVA).

Viene eseguito in regime ambulatoriale ed è un trattamento sicuro: una volta eseguito vengono applicati dei colliri antibiotici e viene posizionata una lente a contatto protettiva e terapeutica da tenere per alcuni giorni.

Non possono beneficiare del Cross-Linking i pazienti che presentano stadi avanzati di cheratocono con uno spessore corneale particolarmente ridotto: in questo caso si procede con il trapianto corneale.

Il Cross-Linking (CXL) può essere eseguito in tre modi diversi:

  • mediante asportazione meccanica dell’epitelio corneale, seguita dalla somministrazione di collirio di riboflavina che viene assorbito a livello corneale grazie all’utilizzo dei raggi ultravioletti (CXL epi-off);
  • senza asportazione dell’epitelio corneale ma mediante somministrazione di collirio di riboflavina assorbito grazie all’utilizzo dei raggi ultravioletti (CXL epi-on);
  • senza asportazione dell’epitelio corneale ma mediante somministrazione di collirio di riboflavina assorbito mediante iontoforesi (CLX-ionto).

Il post-operatorio

Successivamente al trattamento, per 4-5 giorni si avvertirà una sensazione di corpo estraneo nell’occhio e dolore: il miglioramento non sarà percepibile nell’immediato, ma richiederà mesi, poiché il trattamento stimola la creazione di nuovi legami nel tessuto corneale che andranno a rafforzarsi nel tempo.

Nel post operatorio è possibile osservare la stabilizzazione della vista e la modifica della cornea, che perde la curvatura e aumenta il suo spessore: è importantissimo per questo la periodicità dei controlli post-operatori, che vanno fissati e rispettati con attenzione.

Trapianto di cornea

cheratocono trapianto di cornea

In genere si ricorre al trapianto di cornea quando il cheratocono ha raggiunto l’ultimo o il penultimo stadio d’evoluzione.

Si può procedere in due modi:

  • con la cheratoplastica lamellare;
  • con la cheratoplastica perforante.

Cheratoplastica lamellare

La cheratoplastica lamellare è una procedura meno invasiva, in quanto viene asportato e sostituito solo uno specifico strato corneale.

Cheratoplastica perforante

La cheratoplastica perforante, invece, si utilizza quando il cheratocono è particolarmente grave e in fase avanzata, in quanto prevede la sostituzione totale della cornea, che avendo ormai raggiunto una curvatura eccessiva, non permette più al paziente di vedere con occhiali o lenti a contatto.

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