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dr. Gaspare Monaco

Responsabile dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Policlinico San Donato.

Occhio secco: la cura con la luce pulsata IRPL

La sindrome dell’occhio secco può essere risolta con la luce pulsata IRPL, una tecnica che ripristina il funzionamento delle ghiandole di Meibomio.
sindrome occhio secco

L’occhio secco è una delle patologie oculari più diffuse al mondo: in Italia colpisce circa il 20% della popolazione.

Questa condizione può manifestarsi a qualsiasi età, ma l’incidenza aumenta con l’invecchiamento.

Caratterizzato da una lubrificazione insufficiente della superficie oculare, l’occhio secco provoca sintomi come bruciore, prurito e visione offuscata, influenzando negativamente la qualità della vita quotidiana.

La complessità della patologia risiede nelle sue molteplici cause, che richiedono un approccio personalizzato per un trattamento efficace.

La sindrome dell’occhio secco

La sindrome dell’occhio secco è una condizione oculare caratterizzata da una scarsa produzione o alterata qualità del film lacrimale, che provoca secchezza, bruciore, sensazione di corpo estraneo e visione offuscata, spesso accentuati dopo molte ore davanti agli schermi o in ambienti climatizzati.

I sintomi dell’occhio secco

I sintomi dell’occhio secco possono variare notevolmente a seconda della tipologia e della gravità della condizione.

Nella forma evaporativa si manifestano sintomi come:

  • bruciore;
  • sensazione di sabbia negli occhi;
  • visione offuscata intermittente, soprattutto dopo l’uso prolungato di dispositivi digitali.

Questo accade perché lo strato lipidico del film lacrimale non riesce a trattenere adeguatamente le lacrime, provocando una secchezza persistente e fastidiosa.

Nella forma da deficienza muco-acquosa, più rara e spesso legata a malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren o a squilibri ormonali, i sintomi principali includono:

  • ridotta produzione di lacrime;
  • difficoltà di messa a fuoco;
  • visione sfocata;
  • marcato disagio oculare.

In questi casi l’occhio risulta più esposto a irritazioni e infezioni, con arrossamento e sensazione di corpo estraneo.

In entrambe le forme, e in particolare nella sindrome dell’occhio secco mista, possono comparire anche fotofobia (ipersensibilità alla luce) e lacrimazione eccessiva riflessa, un fenomeno dovuto all’irritazione della superficie oculare.

Molti pazienti riferiscono affaticamento visivo, mal di testa e tensione perioculare, soprattutto durante la lettura o il lavoro al computer.

Nei casi più gravi, i sintomi peggiorano in presenza di vento, fumo, polveri o aria secca, fino a compromettere la qualità della vita e attività quotidiane come la guida notturna o l’uso prolungato di dispositivi digitali.

Tipologie di occhio secco

La sindrome da occhio secco può essere classificata in 3 tipologie:

  • da deficienza muco-acquosa;
    • Sjögren;
    • non-Sjögren;
  • evaporativa o da deficienza lipidica;
  • mista

Forma da deficienza muco-acquosa

La forma da deficienza muco-acquosa si divide, invece, in:

  • Sjögren;
  • non-Sjögren.

Nel primo caso è secondaria alla sindrome di Sjögren, una patologia autoimmune che colpisce le ghiandole lacrimali e salivali.

Queste vengono infiltrate da linfociti T-attivati, causando la perdita di cellule ghiandolari, provocando secchezza all’occhio e alla bocca.

Nella sindrome dell’occhio secco non-Sjögren, la condizione è associata ad altre malattie autoimmuni come possono essere:

  • il lupus eritematoso sistemico;
  • l’artrite reumatoide;
  • la sclerodermia,

ma i casi sono rari.

Comporta sempre una ridotta lacrimazione, ma può essere dovuta:

  • a ostruzioni del dotto lacrimale;
  • al blocco del riflesso lacrimale;
  • all’assunzione di farmaci per la cura di malattie sistemiche.

Come dice il nome stesso, non è legata alla sindrome di Sjögren, ma a malattie autoimmuni o all’avanzare dell’età.

Forma evaporativa

La forma evaporativa si sviluppa a seguito della disfunzione delle ghiandole di Meibomio: è in assoluto la più comune, nonché quella che può essere trattata con la luce pulsata IRPL.

Queste ghiandole producono lo strato lipidico che protegge il film lacrime, creando un rivestimento che impedisce l’evaporazione della componente acquosa.

 I sintomi possono variare in base alla forma e alla gravità della condizione.

Nella forma evaporativa, la più comune, si manifestano spesso bruciore, sensazione di sabbia negli occhi e visione offuscata intermittente, soprattutto dopo molte ore davanti a schermi o in ambienti climatizzati.

Questo accade perché lo strato lipidico del film lacrimale non riesce a trattenere adeguatamente le lacrime, provocando una secchezza persistente e fastidiosa.

Nella forma da deficienza muco-acquosa, più rara e spesso legata a malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren o a squilibri ormonali, i sintomi principali includono ridotta produzione di lacrime, difficoltà di messa a fuoco, visione sfocata e marcato disagio oculare.

In questi casi l’occhio risulta più esposto a irritazioni e infezioni, con arrossamento e sensazione di corpo estraneo.

In entrambe le forme, e in particolare nella sindrome dell’occhio secco mista, possono comparire anche fotofobia (ipersensibilità alla luce) e lacrimazione eccessiva riflessa, un fenomeno paradossale dovuto all’irritazione della superficie oculare.

Molti pazienti riferiscono affaticamento visivo, mal di testa e tensione perioculare, soprattutto durante la lettura o il lavoro al computer.

Nei casi più gravi, i sintomi peggiorano in presenza di vento, fumo, polveri o aria secca, fino a compromettere la qualità della vita e attività quotidiane come la guida notturna o l’uso prolungato di dispositivi digitali.

Le cure per l’occhio secco

Vi sono diversi modi per curare la sindrome dell’occhio secco, identificati in base alla tipologia.

Nella fase iniziale si procede con:

  • l’applicazione di gel oftalmici o colliri lubrificanti;
  • si sospende l’utilizzo delle lenti a contatto;
  • una modifica del regime alimentare, incentivando il consumo di frutta, verdura e cibi contenenti Omega 3.

Si consiglia, inoltre, di smettere di fumare, di limitare l’uso di caffè, di alcolici e gli sforzi oculari, come l’utilizzo prolungato del computer.

Per i casi più gravi di sindrome dell’occhio secco nella forma evaporativa si ricorre, invece, al trattamento con luce pulsata IRPL.

Per le forme da deficienza muco-acquosa, purtroppo, non sono ancora stati ideati dei trattamenti che stabilizzino permanentemente (o per un arco di tempo ragionevole) la secrezione lacrimale.

Luce pulsata IRPL per l’occhio secco per la forma evaporativa

Oggi siamo in grado di stimolare e ripristinare la funzione secretiva delle ghiandole di Meibomio con apparecchiature sofisticate come la luce pulsata (IRPL, intensed regulated pulsed light) o il LipiFlow® che, emettendo energia terapeutica, riattiva le ghiandole stesse.

Attraverso l’utilizzo di una luce pulsata policromatica, la IRPL stimola le ghiandole del Meibomio con il calore, permettendo loro di riprendere le funzioni perdute.

Le sedute durano pochi minuti ed il trattamento è indolore: i risultati effettivi si notano già dopo la seconda seduta.

Il prezzo della luce pulsata per l’occhio secco è di 750€ e comprende:

  • 3 sedute di luce pulsata;
  • visita di controllo dopo un mese.

Durante la prima visita invece, avente un costo di 260 euro, vengono effettuati diversi esami, tra cui:

  • il test del tempo di rottura del film lacrimale tra un ammiccamento ed il successivo (NIAvg BUT);
  • la misurazione dell’osmolarità del film lacrimale (TearLab);
  • la meibografia;
  • il test di Schirmer;
  • la colorazione con fluoresceina e lissamina verde della superficie oculare.

Le sedute sono 3 o 4 e, da protocollo, hanno una scadenza ben precisa. In genere, al paziente viene richiesta una seduta (un trattamento) di mantenimento a 6 mesi o ad un anno di distanza, a seconda della gravità della patologia.

L’efficacia riscontrata negli studi clinici è del 85% dei casi, e gli effetti vengono considerati durevoli poiché il 60% dei pazienti ha beneficio oltre i 3 anni dall’inizio del trattamento.

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