dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Il cheratocono: la cura per ogni fase della patologia

Il cheratocono è una patologia che colpisce principalmente bambini e adolescenti: una diagnosi precoce permette di curarlo nel modo più adeguato.
cheratocono cura

Il cheratocono è una patologia che interessa 1 persona su 10.000, principalmente bambini e adolescenti, e deve essere seguito e trattato costantemente, in quanto di natura degenerativa.

Confuso nei primi stadi per astigmatismo, il cheratocono presenta alcune caratteristiche che permettono il suo riconoscimento, come la cornea deformata e, a livello più tecnico, assottigliata in più punti.

La diagnosi precoce di questa malattia, che può arrestarsi intorno ai 40 anni per un fenomeno chiamato “cross-linkaggio senile”, permette di intervenire soprattutto quando si nota una progressione veloce della patologia, che nei casi più gravi può portare al trapianto di cornea.

Prima di ricorrere a questa soluzione, comunque, esistono altri trattamenti che aiutano a rallentarne la progressione e a tenere la patologia sotto controllo.

Il cheratocono

cheratocono

Il cheratocono è una malattia a carattere progressivo, che prevede l’assottigliamento e la deformazione della cornea, che assume la forma di un cono.

La cornea risulta, dunque, prominente: si ipotizza che alcuni fattori genetici ne influenzino l’insorgenza.

Spesso è associato ad altre condizioni, patologie o malattie sistemiche, come:

  • danni o lesioni alla cornea dati dal continuo sfregamento degli occhi;
  • retinite pigmentosa;
  • retinite del prematuro;
  • cheratocongiuntivite primaverile;
  • sindrome di Down;
  • amaurosi congenita di Leber;
  • sindrome di Ehlers-Danos.

Può presentarsi in un solo occhio, anche se nella maggior parte dei casi è bilaterale.

I sintomi del cheratocono

Il paziente affetto da cheratocono sviluppa una curvatura irregolare della cornea che modifica il potere refrattivo dell’occhio e genera:

  • immagini distorte;
  • vista sfocata sia da vicino che da lontano;
  • fotofobia (aumento della sensibilità alla luce).

I sintomi aumentano con l’accentuarsi della deformità, riducendo progressivamente l’acuità visiva del paziente.

La diagnosi precoce

tomografia corneale

Le prime manifestazioni della patologia possono essere riscontrate con una semplice visita oculistica, grazie all’utilizzo del topografo corneale. 

La bravura dell’oculista nell’interpretare correttamente questi primi segni, aiuta a prevenire possibili danni e la compromissione completa della vista.

Considerando che il cheratocono può insorgere anche in età pediatrica, è fondamentale sottoporre i propri piccoli alle tre visite oculistiche di routine:

  • a 3 anni;
  • a 6 anni;
  • a 12 anni.

Questi due fattori, dunque, aiutano nella diagnosi precoce: sottovalutare il problema, infatti, può portare alla perdita della vista e a danni oculari permanenti.

Come si cura il cheratocono? 

La cura del cheratocono può prevedere diverse soluzioni, tra cui:

  • occhiali;
  • lenti a contatto;
  • Cross-linking corneale con riboflavina;
  • cheratoplastica.

La natura progressiva di questa patologia necessita di osservazione specialistica costante.

Gli occhiali in un primo momento possono compensare la perdita dell’acuità visiva, che in fasi intermedie va, invece, stabilizzata con il Cross-linking corneale e corretta con le lenti a contatto.

Negli stadi avanzati della patologia, può essere necessaria la cheratoplastica, l’intervento chirurgico per la sostituzione totale o parziale della cornea.

Lenti a contatto e occhiali

Come detto prima, la vista distorta delle prime fasi della patologia può essere corretta semplicemente con occhiali o con lenti a contatto morbide.

Quando la patologia progredisce e le prime due soluzioni non riescono a sopperire al difetto causato dal cheratocono, si ricorre all’utilizzo di lenti a contatto gas-permeabili semirigide, più adatte alla conformazione anomala della cornea.

Cross-linking

cheratocono cross linking

Il Cross-linking corneale è una tecnica innovativa che permette di rinforzare la struttura oculare, migliorando i legami tra le fibre di collagene corneale.

L’obiettivo principale di questo trattamento è di rallentare la progressione della patologia, rendendo la cornea più robusta e rendere più difficile la sua deformazione.

È una terapia indolore e prevede l’instillazione di gocce di riboflavina o vitamina B nell’occhio.

Infine, la cornea viene irradiata con raggi ultravioletti per alcuni minuti, che reagendo con la riboflavina assorbita precedentemente, stimolerà la formazione di nuovo collagene sano e riparerà il vecchio tessuto danneggiato.

Cheratoplastica

Allo stato attuale, la chirurgia oftalmica si pone l’obiettivo di essere il meno invasiva possibile.

Un esempio importante è la chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti visivi, come la FemtoLasik, in cui i trattamenti riescono nel loro intento in brevissimo tempo, ma soprattutto sono indolori.

Lo stesso discorso viene fatto nei casi della cheratoplastica che, per quanto sia un trapianto di cornea, si cerca sempre di intervenire o di sostituire solo la parte interessata dalla patologia, onde evitare un’invasività maggiore e di conseguenza un dolore di intensità più elevata.

Per questo avremo due metodiche chirurgiche:

  • la cheratoplastica lamellare anteriore;
  • la cheratoplastica perforante.

Cheratoplastica lamellare anteriore

La cheratoplastica lamellare anteriore prevede l’asportazione parziale della superficie più esterna della cornea, mantenendo intatta la lamella posteriore.

Quando possibile, si preferisce questa tecnica, in quanto:

  • si mantiene intatta la lamella posteriore (endotelio);
  • i tempi di guarigione sono più rapidi;
  • il rischio rigetto è inferiore;
  • può essere eseguita in anestesia locale.

Cheratoplastica perforante

Diversamente, la cheratoplastica perforante è un intervento più invasivo, in quanto la cornea viene asportata completamente.

L’intervento permette di eliminare l’eccessiva curvatura della cornea data dal cheratocono in fase avanzata e risolvere i problemi dati da questa patologia.

Tuttavia è un’operazione maggiormente invasiva che, quando possibile, viene evitata, in favore della cheratoplastica lamellare anteriore.

Per approfondire maggiormente l’argomento, vi invito a leggere le 10 domande dei pazienti sul cheratocono, per avere un’idea più chiara di questa patologia e di come trattarla in base al suo stadio.

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