L’ipermetropia


L’ipermetropia è un difetto refrattivo molto comune che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.
Questa condizione si verifica quando il bulbo oculare è troppo corto o quando la cornea o il cristallino non riescono a curvare la luce sufficientemente per farla convergere correttamente sulla retina.
Nei casi lievi, può essere quasi impercettibile grazie alla capacità dell’occhio di compensare il difetto, mentre nei casi più gravi può causare affaticamento visivo, difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane come la lettura, l’uso del computer e persino nel mantenere una visione chiara a distanza.
Nei bambini, una diagnosi tardiva può influire sul corretto sviluppo oculare.
L’ipermetropia
L’ipermetropia è la condizione in cui un paziente non riesce a vedere adeguatamente né da lontano né da vicino, in quanto le immagini non vengono focalizzate sulla retina ma dietro di questa.
Il paziente ipermetrope generalmente riferisce di vedere più della norma, ma in realtà questo è possibile solo grazie a uno sforzo accomodativo del cristallino che riesce a compensare la distanza tra la retina ed il fuoco dell’immagine.
Il soggetto in genere tende a stancarsi soprattutto dopo una prolungata attività da vicino, come:
- l’utilizzo del PC per lavoro;
- la lettura,
e dopo tutte le attività che prevedono sforzi oculari.
L’ipermetropia è molto frequente nei bambini e si è molto dibattuto sul fatto che questo difetto tenda a diminuire o meno con il passare degli anni.
In questo caso la visita oculistica è molto importante al fine di una corretta diagnosi e di un’opportuna correzione: se l’ipermetropia non viene opportunamente corretta, può portare al cosiddetto occhio pigro, condizione nota in oftalmologia come ambliopia, e, in alcuni casi, a strabismo.
I sintomi dell’ipermetropia
Nel caso di ipermetropie medio-basse e in pazienti di giovane età, grazie alla capacità accomodativa del cristallino, il paziente ipermetrope può non avere alcun sintomo e, quindi, non fare uso di alcun tipo di correzione.
Tuttavia, nel caso di ipermetropie elevate e col passare degli anni, quando il cristallino perde progressivamente la sua capacità di accomodazione, possono comparire:
- mal di testa frequenti;
- sintomi di affaticamento visivo.
Le cause dell’ipermetropia

Dal punto di vista anatomico le cause principali dell’ipermetropia possono essere:
- una ridotta lunghezza del bulbo oculare, si parla in questo caso di ipermetropia assiale, la più comune;
- una ridotta curvatura della cornea o del cristallino;
- un minore potere refrattivo del cristallino, l’ipermetropia d’indice.
La diagnosi
La diagnosi dell’ipermetropia avviene attraverso una visita oculistica completa, che include l’esame della refrazione (noto anche come misurazione della vista) per determinare il grado del difetto visivo.
Nei bambini, può essere necessario l’utilizzo di colliri cicloplegici per bloccare temporaneamente la capacità di accomodazione del cristallino e ottenere una misurazione più accurata.
Durante l’esame, l’oculista può anche valutare la salute generale degli occhi, individuando eventuali patologie associate, come ambliopia o strabismo.
La correzione dell’ipermetropia
Le soluzioni disponibili per la correzione dell’ipermetropia sono note; tra queste rientrano:
- l’utilizzo di occhiali da vista graduati;
- l’utilizzo di lenti a contatto;
- la chirurgia refrattiva.
Occhiali da vista
Gli occhiali da vista sono la soluzione più frequente per la correzione dell’ipermetropia.
Le lenti vengono studiate in base alle caratteristiche del difetto visivo e alle necessità del paziente, per cui è possibile applicare dei trattamenti specifici, come quelli antiriflesso e fotoprotettivi UV.
L’utilizzo degli occhiali è sconsigliato in condizioni sportive estreme, per cui è molto probabile che questi si rompano o si danneggino (e provochino a loro volta danni al portatore).
Gli occhiali da vista richiedono comunque una manutenzione, seppure semplice, per rendere la correzione efficace; si consiglia di:
- evitare di addormentarsi con gli occhiali indossati;
- non posizionare le lenti direttamente rivolte su una superficie di contatto, al fine di non graffiarle;
- rimuoverli sempre prendendo entrambe le aste;
- pulirli con appositi detergenti, evitando l’utilizzo di sapone.
Gli occhiali, inoltre, vanno cambiati regolarmente, per cui è bene sottoporsi periodicamente a visite oculistiche, per valutare un’eventuale progressione del difetto visivo che correggono.
Lenti a contatto
Le lenti a contatto sono degli ottimi strumenti per la correzione dell’ipermetropia, ma è necessario utilizzarle con criterio.
È molto importante, infatti, alternare il loro impiego agli occhiali da vista, in quanto possono portare anche ad infezioni, soprattutto se se ne fa un uso sconsiderato.
Le lenti a contatto, infatti, richiedono una particolare manutenzione, onde evitare danni alle strutture oculari e alle lenti stesse.
L’uso corretto delle lenti a contatto prevede:
- un utilizzo non superiore alle 6 – 8 ore;
- il lavaggio delle mani prima dell’inserimento e della rimozione dei dispositivi;
- la conservazione delle stesse con soluzione, salvo l’utilizzo di lenti giornaliere (non utilizzare comunque mai l’acqua per lavarle o conservarle);
- la sostituzione periodica del contenitore per la conservazione;
- la loro rimozione prima di andare a letto (le lenti a contatto non vanno mai tenute durante il sonno);
- l’utilizzo frequente di lacrime artificiali.
Chirurgia refrattiva
L’unica soluzione per risolvere in modo definitivo l’ipermetropia è sottoporsi ad un trattamento di chirurgia refrattiva, più comunemente conosciuto come laser agli occhi, con la FemtoLasik o la PRK, allo scopo di rimodellare il profilo corneale e permettere la rifrazione corretta delle immagini, grazie all’utilizzo di laser estremamente precisi.
Eseguite esclusivamente con laser a femtosecondi e ad eccimeri, non utilizzano strumenti taglienti. Le tecniche in questione permettono di modificare la struttura oculare e di correggere ogni difetto visivo, dando la possibilità al paziente di non dover più portare occhiali o lenti a contatto.
Per potersi sottoporre a questi interventi è necessario aver compiuto 18 anni, nonché presentare un’ipermetropia stabile da almeno un anno.
Nei casi in cui il paziente sia affetto da ipermetropia elevata (superiore alle 7-8 diottrie) che può vedere nel corso del tempo un peggioramento maggiore, si fa ricorso alla sostituzione del cristallino naturale con una lente intraoculare, chiamata lente pseudofachica, che viene posta all’interno del sacco capsulare allo scopo di risultare funzionalmente stabile.
In questo caso l’età minima che il paziente deve avere per potersi sottoporre al trattamento è di 45 anni.
La chirurgia refrattiva permette ormai la correzione di ogni difetto visivo (miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia) e un recupero post-operatorio rapido e indolore, soprattutto per quanto riguarda la tecnica Lasik, il best standard per il trattamento di ogni difetto visivo.
Domande frequenti
Come vedono le persone ipermetropi?
Le persone ipermetropi tendono a vedere meglio da lontano che da vicino, ma nei casi più marcati o non corretti, anche la visione da lontano può risultare sfocata. Questo accade perché l’immagine si forma dietro la retina, anziché su di essa. Per compensare, l’occhio deve fare uno sforzo continuo di messa a fuoco, che può provocare affaticamento, mal di testa e difficoltà nella lettura o nell’uso prolungato di dispositivi elettronici.
Nei bambini e nei giovani adulti, l’accomodazione può mascherare temporaneamente il difetto.
Come vedono gli ipermetropi di notte?
Di notte, quando la luce scarseggia e l’accomodazione è meno efficace, gli ipermetropi possono sperimentare una visione più sfocata, soprattutto da vicino. La pupilla si dilata al buio, modificando la profondità di campo e accentuando la difficoltà di messa a fuoco.
Nei casi non corretti, possono esserci disturbi visivi come affaticamento oculare, visione imprecisa degli oggetti e riduzione della percezione dei dettagli.
Qual è la differenza tra ipermetropia e astigmatismo?
L’ipermetropia è un difetto refrattivo in cui i raggi di luce si focalizzano dietro la retina, causando difficoltà nella visione da vicino e, nei casi gravi, anche da lontano.
L’astigmatismo, invece, è causato da una curvatura irregolare della cornea o del cristallino, che impedisce ai raggi di luce di convergere in un solo punto, producendo una visione distorta o sfocata a tutte le distanze. Mentre l’ipermetropia comporta uno sforzo accomodativo costante, l’astigmatismo altera la nitidezza e la forma delle immagini. I due difetti possono anche coesistere nello stesso occhio.


