dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Il laser a femtosecondi

Il laser a femtosecondi è il gold standard della chirurgia refrattiva per la correzione di miopia, astigmatismo, ipermetropia, presbiopia, e cataratta.
laser femtosecondi

In questo approfondimento vedremo nel dettaglio il “gold standard” della chirurgia refrattiva: il laser a femtosecondi.

La sua importanza nella correzione dei difetti visivi – e non solo – l’ha resa il protagonista indiscusso delle tecniche chirurgiche più all’avanguardia, grazie al quale è possibile facilitare le diverse procedure.

Ma cosa fa esattamente? E in cosa si distingue dal laser ad eccimeri? E dal microcheratomo?

Vediamolo insieme in questo articolo.

Laser femtosecondi

Il laser a femtosecondi ha diverse applicazioni in chirurgia:

  • refrattiva;
  • corneale;
  • della cataratta.

Prende il nome dalla durata dell’impulso laser che viene emesso, ovvero un femtosecondo: la sua velocità è, dunque, nell’ordine del milionesimo di miliardesimo di secondo.

Questa sua caratteristica ha permesso di utilizzarlo al posto di strumenti come il microcheratomo, che prevede una manualità elevata da parte del chirurgo ma, soprattutto, maggiori rischi.

Generalmente viene utilizzato per:

  • la creazione del flap corneale con la tecnica FemtoLasik;
  • la creazione delle incisioni per l’inserimento di lenti intraoculari;
  • l’apertura circolare e precisa della capsula del cristallino;
  • la frammentazione in segmenti del cristallino.

Nel caso della FemtoLasik, il suo utilizzo permette l’accesso alla struttura interna dell’occhio per l’utilizzo del laser ad eccimeri, che avrà il compito di rimodellare la cornea per la correzione del difetto visivo.

Utilizzato in medicina dal 1985, nel tempo abbiamo assistito ad una sua crescente evoluzione nei diversi campi d’applicazione: dai primi modelli agli odierni laser di quarta generazione, in grado di creare un flap corneale in meno di 20 secondi, la differenza è, infatti, abissale.

Il suo utilizzo, comunque, richiede un alto livello di conoscenza dello strumento e una grande esperienza in chirurgia oftalmica.

La possibilità di agire su determinati strati corneali gli è valsa anche la denominazione di laser intrastromale: un elemento molto importante, in quanto azioni piccolissime e ripetibili nel tempo possono essere svolte senza problemi.

Laser a femtosecondi e laser ad eccimeri

laser femtosecondi lasik

L’azione congiunta del laser a femtosecondi e quello ad eccimeri, permette lo svolgimento della tecnica chiamata FemtoLasik.

Il laser ad eccimeri agisce in modo diverso: attraverso l’utilizzo di una luce ultravioletta pura, si modifica l’assetto corneale tramite evaporazione di particelle di tessuto in modo microselettivo.

Questo permette di rimodellare le curvature corneali in base al difetto in modo estremamente preciso.

Per permettere di mettere a fuoco le immagini perfettamente sulla retina si agirà in modi diversi. In caso di:

  • miopia, si appiattirà la superficie corneale, per diminuire il potere ottico;
  • ipermetropia, si accentuerà la curvatura, così da avvicinare la messa a fuoco;
  • astigmatismo, in cui la cornea è più ovale, verrà trasformata in un segmento di sfera;
  • presbiopia, si correggerà, completamente, il difetto visivo (se presente) nell’occhio dominante e nell’occhio non dominante si indurrà una leggera miopia (o si lascerà non corretta, se già presente).

Essendo la presbiopia un difetto visivo differente, per così dire, dagli altri, ti invito a leggere il mio approfondimento sul caso a questo link.

Vi sono casi particolari in cui viene sì utilizzato il laser a femtosecondi, ma non quello ad eccimeri, come nei casi di miopia elevata.

Si utilizza, infatti, per eseguire le incisioni corneali per l’inserimento di lenti intraoculari ICL.

Laser a femtosecondi e microcheratomo

Il microcheratomo è uno strumento che ancora oggi viene utilizzato, seppur raramente, per la creazione del flap corneale.

È uno strumento meccanico, quindi la sua precisione è data soprattutto dalla manualità del chirurgo.

Il motivo per il quale questo strumento viene sempre più soppiantato dall’utilizzo del laser a femtosecondi risiede nei rischi che si possono presentare.

Il fatto di essere uno strumento meccanico impedisce, infatti, di creare un flap perfettamente rotondeggiante, con:

  • guarigione molto più lenta, data dal flap non uniforme;
  • rischi legati a cicatrizzazioni scorrette;
  • maggiori complicazioni post-operatorie.

Oltre a ciò, la lamella ha una profondità maggiore rispetto a quella creata con il laser a femtosecondi, in quanto non è possibile programmare le diverse fasi del procedimento anteriormente in modo digitale.

I femtosecondi, invece, permettono la creazione di un flap corneale perfetto, che si reinserirà naturalmente in sede e guarirà molto più velocemente.

Tempi di recupero

lasik tempi e iter di recupero

L’utilizzo del laser a femtosecondi nel processo di correzione permette al paziente di tornare a casa, a seguito dell’intervento, senza bende, proteggendo gli occhi con gli occhiali da sole.

Dopo 3 giorni sarà possibile riprendere le attività quotidiane e lavorative a pieno regime, avendo cura di applicare i colliri prescritti per il post-operatorio.

Grazie ai tempi di recupero molto brevi, infatti, operando il giovedì pomeriggio, con un permesso dal lavoro chiesto solo per il venerdì, sarà possibile riprendere il lunedì senza alcun problema.

L’acuità visiva ottimale si assesta entro i 7 giorni e la guarigione completa si ottiene dopo due settimane circa.

Bisogna comunque avere cura di presentarsi alle visite di controllo, fissate:

  • il giorno successivo all’operazione;
  • dopo 7 giorni;
  • dopo un mese.

L’ultima visita di controllo si effettua dopo 6 mesi dall’operazione, per verificare il corretto ripristino della qualità visiva.

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