dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

Maculopatia secca: una nuova soluzione d’avanguardia

La maculopatia oggi ha un nuova soluzione: la lente SML per vedere da vicino. Un aiuto importante per chi soffre di degenerazione maculare.
Maculopatia nuova soluzione

In questo articolo parleremo della Scharioth Macula Lens, conosciuta anche come SML: una lente che viene impiantata nell’occhio permettendo a chi è affetto da maculopatia di poter leggere da vicino senza l’ausilio di strumenti esterni.

È una scoperta molto importante, perché viene utilizzata nelle fasi più avanzate della maculopatia secca, la forma che ancora non può essere curata.

Prima di sottoporsi all’impianto è possibile effettuare un test che permette di “vedere” il risultato finale: se è soddisfacente per il paziente, si potrà procedere all’intervento.

Per spiegare come funziona questa lente innovativa, è necessario spiegare brevemente in cosa consiste la maculopatia, per capire nello specifico in che modo agisce.

La maculopatia

vista con maculopatia

La maculopatia, o degenerazione maculare, o maculopatia degenerativa, è una patologia che interessa, per l’appunto, la macula, la parte centrale della retina: questa è predisposta per la visione centrale del nostro occhio.

La maculopatia viene considerata la causa principale di cecità nei paesi occidentali: insorge generalmente dopo i 55 anni, trovando diffusione maggiore dopo i 75.

Per questi motivi viene anche chiamata maculopatia senile o degenerazione maculare senile (AMD).

Tipologie di maculopatia

La maculopatia può essere di due tipi:

  • umida, essudativa o neovascolare, con un riscontro del 10%;
  • secca o atrofica, riscontrata nel 90% dei casi;

Maculopatia umida

La forma umida, se diagnosticata per tempo, può essere gestita con buoni risultati nel lungo termine: ha però un decorso molto veloce, per questo ai primi sintomi è necessario visitare subito un medico.

Il medico provvederà con una terapia costituita da iniezioni di antiangiogenici che in alcuni casi bloccano l’avanzare della malattia.

Maculopatia secca

Per la forma secca non esiste una cura definitiva, ma delle terapie possono rallentarne il progresso.

In questo caso, al di sotto della retina vengono a formarsi degli accumuli di detriti cellulari dal colore giallastro, chiamati drusen, che con il tempo possono assumere una colorazione tendente al nero.

Viene anche cercata dai pazienti come maculopatia a velo o maculopatia a cellophane.

Vengono attuate diverse terapie atte a fermare la degenerazione: oggi, però, in questo articolo vorrei parlarvi di una soluzione innovativa che sta riscontrando un notevole successo in ambito medico, in quanto in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da maculopatia.

Parleremo dell’innovativa Scharioth Macula Lens.

Maculopatia secca: cure

maculopatia secca cure

Come abbiamo anticipato, in questo momento, la comunità scientifica non ha ancora trovato una cura per la maculopatia secca.

La Schariot Macula Lens (o SML) prende il nome dal suo inventore, il dr. Gàbor Scharioth: assieme al Medicontur Medical Engineering, un’azienda che produce dispositivi medici con oltre 30 anni di esperienza nel settore dei trapianti intraoculari, sono riusciti a sviluppare questa importante soluzione.

La SML è una lente che viene impiantata nell’occhio con il visus migliore tra i due, permettendo al paziente di avere una sorta di “zoom” nella vista da vicino, facendo percepire i drusen più piccoli: è una novità importante per la maculopatia, perché può aiutare i pazienti ad uno stadio già avanzato della malattia a migliorare la propria qualità visiva.

Diversi studi hanno confermato l’efficacia del trattamento e i pazienti sottoposti all’intervento si sono dichiarati soddisfatti o altamente soddisfatti dei risultati.

La Schariot Macula Lens

lente SL maculopatia

Considerando che la comunità scientifica medico-oculistica non è ancora riuscita a trovare un rimedio per la maculopatia secca, i possibili trattamenti sono ancora limitati a dispositivi che permettono la riabilitazione della bassa acuità visiva dei pazienti.

La SML impiantata fornirà al paziente 10 diottrie in più nella parte centrale dell’occhio, lasciando la zona periferica neutra, permettendo la visione da lontano senza problemi e senza modificare il campo visivo.

Considerando la miosi (il fenomeno di restringimento della pupilla) naturale dell’occhio quando si guarda da vicino, la porzione ottica che fornirà l’immagine ingrandita sarà predominante solo ed esclusivamente quando il paziente guarderà gli oggetti da vicino, senza intaccare la vista da lontano.

La Scharioth Macula Lens viene impiantata nel solco ciliare e, generalmente, a seguito dell’intervento di cataratta: sia la SML che la lente pseudofachica per la cataratta possono essere impiantate durante la stessa operazione, anche se l’azienda produttrice sconsiglia l’operazione in simultanea.

Viene effettuata solo nell’occhio con l’acuità visiva migliore e si utilizza la stessa tecnica di inserimento della lente pseudofachica utilizzata per l’operazione di cataratta.

Ricordo che si può procedere solo se il paziente riferisce un miglioramento soddisfacente nei test pre-operatori di simulazione della lente SML.

Bisogna sottolineare, inoltre, la necessità dell’allenamento post-operatorio, in quanto la lettura con le SML è, ovviamente, diversa.

Indicazioni chirurgiche

La SML può essere impiantata solo in pazienti seriamente motivati, che dopo un’attenta analisi sono consapevoli e hanno aspettative realistiche sull’esito dell’operazione.

È inoltre fondamentale sottoporsi ad un addestramento post-operatorio di 10-15 giorni per poter gestire una visione che sarà sicuramente diversa da quella precedente all’insorgenza della maculopatia.

Considerata questa premessa, i candidati ideali per la SML sono i pazienti:

  • con maculopatia secca e difficoltà nella vista da vicino;
  • con altre patologie, quali la retinopatia diabetica, la retinopatia miopica e altre malattie retiniche ereditarie;
  • che si sono sottoposti in passato all’impianto di lente pseudofachica, che hanno quindi effettuato l’intervento di cataratta, o sono candidati per l’intervento di cataratta;
  • che percepiscono miglioramenti significativi nella vista da vicino nei test di simulazione, con almeno 2.5 diottrie a 40 cm e 6 diottrie a 15 cm.

Inoltre, il paziente deve avere la miglior acuità visiva corretta (BCVA):

  • uguale o minore di 0.32 punti decimali sulla tavola ETDRS (equivalente a 6/18);
  • uguale o maggiore di 0.1 punti decimali sulla tavola ETDRS (equivalente a 6/60).

È possibile sottoporsi all’impianto di SML anche in altri casi, che vanno valutati con l’oculista.

Ulteriori indicazioni

Oltre a ciò che è stato detto prima, bisogna ricordare che:

  • l’occhio che subirà l’impianto deve essere quello con la vista migliore;
  • non possono passare più di 10 giorni tra la Tomografia Ottica Computerizzata (OCT) e l’intervento;
  • bisogna aspettare almeno un mese dall’intervento di cataratta prima di poter impiantare l’SML;
  • l’operazione simultanea per l’impianto di lente pseudofachica per la cataratta e la SML è possibile, ma viene sconsigliato da Medicontour;
  • è necessario testare singolarmente gli occhi per la visione da lontano e da vicino (per valutare l’acuità visiva non corretta – UCVA – e la miglior acuità visiva corretta – BCVA -).

Non vi è solamente una parte prettamente medica, ma anche più legata alla propensione del paziente a questo genere di trattamenti. Per essere il candidato ideale per l’impianto di SML il paziente deve:

  • riscontrare dei miglioramenti nei test di simulazione che vengono effettuati prima dell’impianto (in questo caso è fondamentale essere sinceri con il proprio oculista);
  • avere piena consapevolezza del trattamento e dei rischi successivi (ricordo che questa non è una cura, ma una soluzione reversibile che permette il miglioramento della qualità di vita, mantenendo ancora l’autonomia del paziente);
  • essere cosciente dell’importanza dell’allenamento post-operatorio, in quanto modificherà le abitudini del paziente.

I vantaggi della lente SML

Sono diversi i vantaggi che porta la SML.

In primis, la possibilità di ingrandire le immagini vicine attraverso un ingrandimento come la lente di una macchina fotografica che effettua uno zoom.

In secondo luogo abbiamo:

  • un intervento semplice e sicuro;
  • una piccola incisione;
  • il mantenimento del campo visivo originale;
  • il mantenimento della vista da lontano naturale;
  • la possibilità di non utilizzare altre lenti;
  • un adattamento veloce dell’occhio alla nuova condizione;
  • la reversibilità dell’operazione.

È importante ricordare che i trattamenti per fermare l’avanzata della maculopatia vengono continuati, come:

  • le iniezioni intravitreali in caso di esacerbazione della maculopatia;
  • i trattamenti laser alla retina;
  • (la capsulotomia con laser YAG).

Le controindicazioni

Vi sono dei casi in cui non è possibile sottoporsi all’impianto di SML:

  • maculopatia umida;
  • neovascolarizzazione dell’iride;
  • sublussazione della IOL primaria;
  • glaucoma progressivo;
  • angolo stretto, ad esempio un grado Schaefer inferiore al 2;
  • sindrome da dispersione pigmentosa;
  • anomalie pupillari;
  • uveite;
  • afachia;
  • malattie corneali che interessano la parte centrale dell’occhio.

È importante ricordare che:

  • le SML non cura assolutamente la maculopatia;
  • è possibile che la maculopatia si acutizzi anche dopo l’intervento.

Questi due punti vanno tenuti sempre in considerazione, in quanto la SML è sì una soluzione, ma non una cura: è fondamentale mantenere delle aspettative realistiche per quanto riguarda la condizione post-operatoria, ma soprattutto sottoporsi ai test pre-operatori di simulazione con il giusto stato d’animo, per non incorrere in delusioni in futuro.

Visione da vicino

La vista da vicino comporta un restringimento pupillare, facendo entrare i raggi di luce solo nella parte centrale dell’occhio: considerando l’alto potere diottrico della SML, la vista sarà chiara a 15 cm di distanza.

Visione da lontano

In questo caso, considerando che la pupilla sarà dilatata per la visione da lontano, i raggi di luce passeranno anche nella regione periferica della SML, senza comportare modifiche alla vista.

Sarà come avere una lente d’ingrandimento, ma dentro il proprio occhio, che non intaccherà la visione da lontano ma permetterà di leggere a distanze ravvicinate.

Ricordo che l’impianto verrà fatto nell’occhio con la visione migliore.

Approfondimenti

Per approfondire ulteriormente la questione, è possibile consultare questi articoli scientifici, in inglese, per poter comprendere la portata di questa soluzione, a mio parere realmente innovativa.

Scharioth GB. New add-on intraocular lens for patients with age-related macular degeneration. J cataract Refract Surg. 2015; 41:1559-63.

Srinivasan S et al. Implantation of Schariot macular lens in patients with age-related macular degeneration: results of a prospective European multicenter clinical trial. Poster at ESCRS 2016; Presentation at AAO 2016.

Bereczki Á clinical results and patients’ satisfaction after implantation of 15 patients with Scharioth Macula Lens. Presentation at SHIOL 2017.

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