dr. Gaspare Monaco

dr. Gaspare Monaco

Medico chirurgo oftalmico dell'Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico

L’astigmatismo: cause, sintomi, tipologie e correzione

L'astigmatismo è un difetto visivo complesso: la diagnosi è importante per identificarne la tipologia e impostare la migliore soluzione per correggerlo.
astigmatismo milano

L’astigmatismo è un difetto visivo (ametropia) che impedisce la corretta messa a fuoco delle immagini da vicino e da lontano.

Dato da una deformazione della cornea o di anomalie nella struttura oculare interna, può essere compresente a miopia, ipermetropia e presbiopia e rendere la vista molto difficoltosa, per cui nella maggior parte dei casi è necessaria la sua correzione

L’astigmatismo

vista nitida da lontantovista con astigmatismo

Diversamente dagli altri difetti visivi e da condizioni normali, nell’astigmatismo i raggi luminosi non cadono tutti su un unico punto, ma in diversi punti, per via della curvatura accentuata della cornea.

Ne consegue, dunque, che l’occhio astigmatico non riesce a mettere a fuoco le immagini nel punto giusto, creando un’immagine doppia o sfocata.

Le cause dell’astigmatismo

La causa principale è data dalla curvatura imperfetta della cornea; più raramente il problema è relativo al cristallino.

Si parla, appunto, di astigmatismo:

  • corneale, quando l’anomalia è causata dalla forma errata della cornea;
  • interno o lenticolare, quando è causato da anomalie del cristallino.

Altre cause possono essere:

  • comportamenti errati del paziente, come strofinare continuamente gli occhi;
  • urti, abrasioni o graffi ai danni dell’occhio;
  • uso eccessivo di lenti a contatto.

I sintomi dell’astigmatismo

astigmatismo sintomi

L’astigmatismo può mostrare un quadro sintomatologico vasto, tanto da non essere percepito, fino a impedire gravemente la messa a fuoco.

Le forme lievi, infatti, possono essere compensate efficacemente grazie al potere accomodativo del cristallino, mostrando stanchezza oculare (astenopia) per via dello sforzo eccessivo e mal di testa.

Oltre ai sintomi astenopici sopra descritti, gli astigmatismi elevati, invece, si manifestano con:

  • visione sfocata;
  • immagini percepite come doppie;
  • bruciore agli occhi;
  • lacrimazione eccessiva.

Test per l’astigmatismo

Questo semplice test online permette di verificare la presenza o meno del difetto in questione, che deve comunque essere confermato a seguito di un’attenta visita oculistica.

Le tipologie di astigmatismo

Considerando che l’astigmatismo può essere molto vario, si prendono in considerazione diversi elementi nella diagnosi, tra cui:

  • l’entità del difetto;
  • il punto in cui cadono le linee focali;
  • l’orientamento del meridiano più curvo.

Entità del difetto

diottrie astigmatismo

La gravità dell’astigmatismo si categorizza in base alle diottrie che vengono a mancare, per cui sarà:

  • lieve, da 0 a 1 diottria;
  • medio, da 1 a 2 diottrie
  • elevato, oltre le 2 diottrie.

L’astigmatismo elevato, diversamente da quello lieve, è presente fin dalla nascita ed è soggetto a mutamenti durante il corso della vita.

Linee focali

astigmatismo miopico

In base alla posizione delle linee focali rispetto alla retina, possiamo distinguerne diverse tipologie di astigmatismo:

  • semplice;
  • composto;
  • misto.

Per quanto riguarda l’astigmatismo semplice, possiamo a sua volta distinguerlo in:

  • astigmatismo miopico, in cui una linea focale si focalizza perfettamente sulla retina, mentre l’altra davanti;
  • astigmatismo ipermetropico, in cui una linea è sulla retina, mentre l’altra proietta le immagini dietro di questa.

L’astigmatismo composto può essere ipermetropico o miopico, ma entrambe le linee focali si proiettano rispettivamente dietro e davanti alla retina, mentre in quello misto una linea è dietro e l’altra davanti.

Orientamento del meridiano curvo

Quando si classifica, invece, in base all’orientamento del meridiano più curvo, si parla di:

  • astigmatismo secondo regola – la forma più diffusa – quando il meridiano più curvo è tra i verticali (tra 60° e 120°);
  • astigmatismo contro regola, quando il meridiano curvo è quello orizzontale (tra 0° – 30° e 150°- 180°);
  • astigmatismo obliquo, quando gli assi non sono né orizzontali né verticali (tra 60° – 30° e 120° e 150°).

Si parla, inoltre, di astigmatismo regolare quando l’angolo tra i meridiani è uguale ai 90°, mentre di astigmatismo irregolare quando invece l’angolo tra i due meridiani è diverso dai 90°.

Più raro e dal trattamento più complesso è l’astigmatismo irregolare, che può essere uno dei sintomi principali del cheratocono, una patologia degenerativa in cui la cornea prende la forma di un cono.

La correzione per l’astigmatismo

correzione astigmatismo

Il difetto in questione può essere corretto con:

  • occhiali da vista;
  • lenti a contatto;
  • chirurgia refrattiva.

È doveroso sottolineare come questo vari all’aumentare dell’età, fino ai 18 anni circa, per cui è consigliabile eseguire delle visite periodiche in modo da poter cambiare il potere refrattivo di occhiali e lenti a contatto.

Per lo stesso motivo, la chirurgia refrattiva deve essere valutata dopo i 18 anni per evitare di continuare ad utilizzare gli occhiali anche dopo l’intervento.

Occhiali da vista

occhiali per astigmatismo

Per quanto riguarda gli occhiali, vengono utilizzate delle lenti cilindriche o toriche che modificano solo la linea focale patologica.

Nei casi di astigmatismo irregolare, sinonimo generalmente del cheratocono, può non essere così semplice come negli altri casi: a questo proposito si utilizza un’altra procedura che serve ad arrestare lo sfiancamento progressivo della cornea, chiamata Cross-Linking corneale, associata all’utilizzo di speciali lenti a contatto.

Lenti a contatto

lenti a contatto astigmatismo

Analogamente agli occhiali da vista, le lenti a contatto per l’astigmatismo sono toriche e ne permettono la correzione utilizzando questi supporti.

Tuttavia, l’unico modo per curarlo definitivamente è la chirurgia refrattiva.

Intervento laser per l’astigmatismo

La chirurgia refrattiva si avvale oggi di tecniche laser che migliorano sensibilmente i tempi di recupero e la precisione nella correzione.

Le tecniche maggiormente utilizzate sono:

  • la FemtoLasik;
  • la PRK;
  • la PRK transepiteliale.

Detto ciò, non tutti i pazienti astigmatici sono candidabili all’intervento, per cui è necessario che:

  • il difetto sia stabile da almeno un anno;
  • non siano presenti patologie oculari, come il cheratocono;
  • il paziente abbia compiuto la maggiore età.

A prescindere dalla tecnica utilizzata, prima dell’intervento vengono applicati dei colliri anestetizzanti.

FemtoLasik

femtolasik

La FemtoLasik prevede l’impiego di due laser:

  • il laser a femtosecondi (da cui il nome);
  • il laser ad eccimeri.

Il primo consente di creare un flap corneale dai margini perfetti, in quanto guidato digitalmente, offrendo l’accesso alla parte della cornea sottostante: a questo punto viene utilizzato il laser ad eccimeri, che modifica la curvatura e corregge la vista.

Sia il trattamento che il post-operatorio sono indolori, perché trattandosi di una delle parti più delicate del nostro corpo, gli studi si sono focalizzati sulla minimizzazione del dolore: i tempi di recupero del visus, inoltre, sono particolarmente brevi (da alcuni giorni a massimo 2 settimane).

La tecnica in questione, ad ogni modo, diminuisce la resistenza meccanica della cornea: per questo motivo non può essere eseguita in cornee particolarmente sottili.

PRK

prk

La PRK prevede l’utilizzo del solo laser ad eccimeri, che viene adoperato per vaporizzare le cellule della cornea e ridefinirne il profilo.

A differenza della FemtoLasik, il recupero del visus è più lungo (dalle 4 alle 6 settimane) e il dolore post-operatorio è maggiore.

Quando il difetto visivo trattato è elevato, è possibile, inoltre, che si verifichi l’effetto haze, un’alterazione della trasparenza della cornea che impedisce di vedere correttamente.

Per ridurre il rischio di haze, ad ogni modo, è bene seguire attentamente la terapia postoperatoria e sottoporsi alle visite di controllo programmate.

PRK transepiteliale

La PRK transepiteliale si differenzia dalla PRK standard per le modalità di asportazione dell’epitelio di superficie.

Nella PRK standard l’epitelio viene rimosso manualmente dal chirurgo, mentre nella PRK transepiteliale è il laser stesso che rimuove prima l’epitelio e, successivamente, corregge il difetto visivo.

Il recupero visivo in questo caso è più veloce rispetto alla PRK standard, ma rimane comunque più lento della tecnica Lasik (circa 3-4 settimane) mentre il dolore permane per 3-4 giorni.

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